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Indicazioni incoraggianti dal mercato del lavoro statunitense. Payrolls oltre le attese a settembre

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Riscontri più positivi del previsto dal mercato del lavoro statunitense. A settembre negli Stati Uniti sono stati creati 103 mila posti di lavoro nei settori non agricoli (non farm payrolls) con una netta revisione al rialzo dei dati relativi ai mesi di luglio e agosto. Il consensus Bloomberg era +60 mila. Nel settore privato le buste paga sono aumentate di 137 mila unità (consensus +90 mila). Importanti revisioni al rialzo dei dati relativi ai due mesi precedenti. A luglio le non farm payrolls sono state +127 mila rispetto alle +85mila precedentemente annunciate, mentre ad agosto sono state +57mila dalla variazione nulla annunciata un mese fa dal Dipartimento del Lavoro.


Tasso di disoccupazione stabile

Rimane invariato al 9,1% il tasso di disoccupazione, in linea con le attese del mercato. Il tasso di disoccupazione si mantiene sopra l’8% dal febbraio 2009. La debolezza del mercato del lavoro ha indotto lo scorso mese Barack Obama ad annunciare l’American Jobs Act, piano da 440 miliardi di dollari composto per il 70 per cento da sgravi fiscali per lavoratori e piccole imprese e per il restante 30% da spese per infrastrutture e investimenti all’istruzione. Piano che deve ancora ottenere il via libera del Congresso Usa. Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, nei giorni scorsi ha ribadito che l’istituto centrale è pronto a intensificare le misure volte a stimolare la crescita degli Stati Uniti. A preoccupare maggiormente è il ristagno del mercato del lavoro. Il numero uno della Fed ha rimarcato come “i recenti indicatori mettono in evidenza che potrebbe esserci un ristagno del mercato del lavoro nei mesi a venire”.

 

Borse accelerano al rialzo, euro a 1,35 $

Repentina la reazione del mercato con le Borse europee che si sono portate sui massimi di giornata. A Milano l’indice Ftse Mib fa segnare un guadagno dell’1,63% a 15.581 punti con le banche in prima fila (+4% circa per Unicredit e Intesa Sanpaolo). Sul valutari si fa largo l’euro che si è riportato in area 1,35 dollari, mentre cedono terreno le valute rifugio. In particolare lo yen perde terreno rispetto a tutte le altre principali divise con cross dollaro/yen a 76,8 ed eruo/yen a 103,6,