India, torta grande e appetitosa (Fondionline.it) -3-

Inviato da Redazione il Mer, 17/10/2007 - 15:23
L'eccezione è rappresentata dalle tre grandi società operanti nel segmento della tecnologia dell'informazione, specializzate nell'outsourcing delle attività delle corporate occidentali. Infosys, TCS e Wipro non hanno partecipato al boom per due motivi: la forza della Rupia -ai massimi da nove anni nel cambio con il dollaro- e la vulnerabilità rispetto ad una possibile recessione negli Usa (il loro principale cliente). Costruzioni, banca, energia, telecomunicazioni, automobili, acciaio.., in tutti questi settori l'India può fare affidamento su almeno un operatore di dimensioni globali. A differenza degli altri paesi asiatici, la maggior parte delle imprese indiane non dipendono dalle esportazioni e gli introiti pervengono principalmente dal mercato domestico. Gli analisti sostengono che i prossimi rialzi di Borsa saranno capeggiati da banche, imprese delle costruzioni e utilities pubbliche. Due decenni fa, l'India ha abbandonato la politica economica basata sulla pianificazione, che consegnava nelle mani dello Stato la regolamentazione di tutti i settori produttivi, e ha dato il via libera ad un ambizioso programma di liberalizzazione. Il Pil indiano è cresciuto del 9,2% lo scorso anno, toccando il livello più alto degli ultimi 18 anni. Solo la Cina ha fatto meglio tra i grandi paesi in via di sviluppo. Per quest'anno il Fondo Monetario Internazionale prevede una variazione dell'8,4%, pilotata dalla forza della domanda interna. A cura di www.fondionline.it.
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