L'India muove in anticipo sui tassi su surriscaldamento inflazione

Inviato da Titta Ferraro il Lun, 22/03/2010 - 10:47
Primi scorci della nuova settimana con mercato valutario poco mosso in una giornata che si preannuncia priva di grossi spunti con nessun dato macroeconomico di rilievo in agenda. Sul mercato tiene ancora banco il rialzo a sorpresa dei tassi di interesse in India. La banca centrale indiana ha portato il livello dei tassi di interesse dal 3,25% al 3,50%. Stretta arrivata in anticipo di circa un mese rispetto alla prossima riunione della Banca centrale indiana. Ad accelerare i tempi ha contribuito principalmente il balzo del'inflazione indiana che a febbraio è salita ai massimi a 16 mesi al 9,89%. Mossa che potrebbe essere il preludio di manovre restrittive sui tassi da parte di altre banche centrali, a partire da quella cinese. Le novità arrivate venerdì dall'India hanno indebolito i mercati azionari e parallelamente hanno aumentato l'appeal delle valute "rifugio" con dollaro e yen, mentre hanno rallentato le commodity currencies.

Il biglietto verde viaggia nei pressi dei massimi a 3 settimane rispetto all'euro con cross euro/dollaro a quota 1,3525 dollari dopo aver toccato un minimo a sotto quota 1,35 a 1,3498. La rinnovata incertezza che circonda la situazione greca ha portato settimana scorsa l'euro ad archiviare la peggiore ottava da inizio febbraio. Da Atene hanno fatto capire che se l'Europa non approverà a breve il piano di aiuti la Grecia è pronta a rivolgersi al Fmi. "O si fornisce alla Grecia quello che potrebbe dare il Fmi oppure ci si dovrà rassegnare a rivolgersi al Fmi", ha detto settimana scorsa il premier greco George Papandreu davanti all'Europarlamento. Cresce pertanto l'attesa per la riunione del Consiglio Europeo in agenda giovedì e che valuterà la fattibilità del piano di aiuti da 25 mld di euro dopo che le parole della cancelliera tedesca Angela Merkel hanno allontanato l'ipotesi di un'intesa sul piano di sostegno.

Secondo il vicedirettore del Fondo Monetario, John Lipsky, intervenuto al China Development Forum, nel 2011 nuove misure di austerità saranno necessarie in tutti i Paesi avanzati, a cominciare dagli Stati Uniti. Lipsky ha anticipato alcune delle proposte che farà ai vertici primaverili di Washington. Una volta consolidata la ripresa, sarà necessario tagliare le spese e aumentare le tasse, perché mantenendo il livello del debito a questi livelli potrebbe comportare un calo della crescita potenziale nelle economie avanzate di 0,5 punti percentuali rispetto ai livelli pre-crisi.
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