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L’incubo Libia scuote le Borse. Anche Piazza Affari si sveglia prudente. MS salva Stm

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Apertura negativa per le principali piazze europee. Le tensioni dilaganti in Libia creano nuove incertezze sui mercati. Ha il sapore di un ultimatum sanguinario l’editto del leader libico, Muammar Gheddafi: ha tuonato che combatterà la rivolta popolare in atto fino “all’ultimo uomo”, secondo quanto riferito oggi uno dei suoi figli. La rivolta monta sempre di più: il popolo nella capitale Tripoli si è unito alle proteste per la prima volta dopo giorni di disordini nella città orientale di Bengasi. I manifestanti antigovernativi hanno sfilato per le strade di Tripoli, leader tribali hanno parlato contro Gheddafi, mentre unità dell’esercito hanno disertato e si sono unite all’opposizione.


Il Paese, esportatore di petrolio, è alle prese con una delle più sanguinose rivolte che hanno scosso il mondo arabo. L’ambasciatore della Libia in India ha detto alla Bbc di volersi dimettere per protesta nei confronti della repressione violenta costata la vita a oltre 200 persone. Il figlio di Gheddafi, Saif al-Islam Gheddafi, è apparso sulla tv nazionale nel tentativo di minacciare e al tempo stesso calmare il popolo, dicendo che l’esercito imporrà la sicurezza a qualunque costo. “Il nostro spirito è alto e il leader Muammar Gheddafi sta guidando la battaglia a Tripoli e siamo con lui come lo è l’esercito libico”, ha tuonato. “Continueremo a combattere fino all’ultimo uomo, persino all’ultima donna… Non lasceremo la Libia agli italiani o ai turchi”. Saif al-Islam Gheddafi ha poi accusato gli esuli libici di fomentare le violenze. Ma ha anche promesso dialogo sulle riforme e l’aumento dei salari.

In mattinata gli operatori guarderanno alle le stime flash del Pmi di febbraio da Francia, Germania e zona euro. Per la zona euro le attese sono per un dato sostanzialmente stabile per il manifatturiero a 57,3 punti, e per un lievissimo miglioramento sul terziario, a 56,0 punti dai precedenti 55,9. Sempre sul fronte macroeconomico c’è attesa per l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche in febbraio: le stime puntano su una situazione stazionaria, con un indice stabile a 110,3 di gennaio. A Londra l’indice Ftse segna in avvio di giornata -0,27% a 6.066 punti, a Francoforte il Dax -0,22% a 7.410 punti e a Parigi il Cac -0,20% a 4.148 punti. Negativi anche gli indici Aex con -0,24% a 373 punti e Bel con -0,42% a 2.743 punti.

 

Perdite più pesanti invece sui Paesi periferici con nuove preoccupazioni che arrivano sul fronte portoghese dopo che nel fine settimana il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha ribadito che Lisbona deve rispettare tutti gli impegni presi su deficit e debito pubblico anche se non ha voluto commentare le ipotesi di un aiuto europeo sul modello di Grecia e Irlanda. La Borsa portoghese cede ora lo 0,54% e Madrid lo 0,62%. Avvio di seduta negativo anche per Piazza Affari, con il Ftse Mib in calo dello 0,21% a 23.011 punti. Identico passo indietro per il Ftse All Share, a quota 23.590 punti. A Milano la situazione della Libia e in altri paesi produttori di petrolio incoraggia le prese di beneficio sui titoli energetici. La mattinata si è, invece, aperta in rosso per Eni (-2,56%) che paga le tensioni in Libia così come Impregilo (-2,44%) e Saipem (-1,14%).

 

Ma le vendite colpiscono anche il settore bancario. Mps perde lo 0,55% a 0,998 euro. Rocca Salimbeni continua ad essere guardata con sospetto dagli operatori di mercati nonostante abbia smentito venerdì scorso di aver dato mandato per preparare un aumento di capitale. Giù anche Unicredit (-1% a 1,96 euro). Piazza Cordusio ha replicato alle accuse rivolte dal curatore fallimentare di Bernard Madoff, Irving Picard, in relazione alla vicenda che ha coinvolto Bank Medici, fondata da Sonja Kohn e partecipata da Piazza Cordusio tramite Bank Austria. Secondo Piazza Cordusio, il trustee sta agendo ben oltre il suo mandato e il caso non è di competenza di un tribunale fallimentare. Male anche Fiat (-0,56% a 7,04 euro). Sul Lingotto pesa la notizia dell’interruzione delle trattative con la russa Sollers per la produzione di auto in Russia. Il progetto prevedeva un investimento di 2,4 miliardi di euro in un nuovo stabilimento per una capacità produttiva di 500,000 veicoli all’anno entro il 2016. Come osservano gli analisti di Centrosim non è una buona notizia per Fiat. “La sospensione dello sviluppo congiunto del progetto potrebbe implicare uno sforzo finanziario maggiore, dal momento che Fiat intende andare avanti per conto proprio nello sviluppo della capacità produttiva in Russia”, spiegano alla sim milanese. “Un preesistente accordo con Sollers per assemblare 20-25,000 veicoli all’anno su tre piattaforme Fiat rimane invariato. Sollers ha quasi contemporaneamente annunciato la sigla di un accordo simile con Ford”.

Spicca invece Stm che guadagna l’1,45% a 9,47 euro. E’ Morgan Stanley che sostiene la corrente di ordini d’acquisto: questa mattina il broker americano ha alzato il target price sulla società dei chip a 12 euro dai precedenti 10. Nelle retrovie di Piazza Affari da monitorare il gruppo Coin in quanto slitta a metà della settimana prossima e forse oltre la chiusura della trattativa per il passaggio della quota di controllo a BC Partners e Safilo di riflesso alla mossa di Moody’s. L’agenzia di rating ha rivisto al rialzo il rating corporate family (Cfr) e probability of default (Pdr) a B3 da Caa1 e ha anche alzato il rating senior unsecured sul bond da 195 milioni di euro al 2013 (185 milioni dopo il riacquisto effettuato a fine dicembre) a Caa2 da Caa3. L’outlook è stabile.