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L’incrocio pericoloso Opel – General Motors stringe i tempi della scelta di Berlino

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E’ prevista per la serata di oggi una decisione preliminare del governo di Berlino sulle sorti di Opel. Sul destino della casa automobilistica grava però anche il futuro della controllante statunitense General Motors, che, dopo la scadenza dei termini per il raggiungimento di un accordo con gli obbligazionisti in relazione alla conversione del debito in azioni per il 10% del capitale, appare sempre più vicina all’amministrazione controllata. Chapter 11 che potrebbe scattare anche anticipatamente rispetto al termine dell’1 giugno fissato dall’amministrazione Obama.


 

Il passaggio della casa di Detroit sotto la protezione delle norme contenute nel capitolo 11 della legge fallimentare americana potrebbe condurre a un’accelerazione dei tempi per una scelta su Opel, o alternativamente spianare la strada a interventi di urgenza da parte del Cancelliere Angela Merkel. In questo senso si possono leggere le dichiarazioni rilasciate in un’intervista Tv dal ministro delle Finanze tedesco, Peer Steinbruck, che ha accennato a un possibile prestito ponte a favore di Opel. Resta aperta anche l’ipotesi della creazione di una fiduciaria o di un trust statale per garantire la continuità aziendale.


 


Una soluzione che portasse a un parziale slittamento dei tempi appare d’altro canto obbligata considerata la sostanziale posizione di parità che emerge dai pareri di parti politiche e sindacali sulle tre offerte presentate, quelle di Fiat, Magna e Rhj International (ma ieri si è aggiunta  anche quella della cinese Baic). E come ha chiarito ieri dopo gli ultimi colloqui a Berlino l’a.d. del Lingotto, Sergio Marchionne, l’operazione è ormai “una lotteria”, affidata alle scelte della politica.