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Incontri online: il proprietario di Meetic e Tinder fa il suo ingresso a Wall Street

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L’amore tra i siti di dating e la Borsa è scattato e verrà suggellato oggi, con l’ingresso di Match Group a Wall Street. La società americana, proprietaria dei più famosi siti e app di incontri online come Meetic, Tinder e OkCupid, fa il suo ingresso alla Borsa di New York. Secondo quanto annunciato dalla casa madre IAC, oggi il gruppo debutterà al prezzo di 12 dollari per azione, nella parte bassa della forchetta inizialmente prevista da 12 a 14 dollari. Un livello che potrebbe indicare una domanda poco esuberante e un clima più teso degli scorsi mesi sui mercati finanziari. Chissà se il colpo di fulmine si trasformerà in amore eterno o in inferno.
Match Group pronta al debutto sul Nasdaq
Sulla piazza azionaria di New York, e per la precisione sulla piattaforma Nasdaq, finiranno 33,3 milioni di azioni di Match Group, sotto il simbolo MTCH. Il prezzo di quotazione fissato a 12 dollari valorizza la società a circa 2,9 miliardi di dollari e permetterà di raccogliere circa 400 milioni di dollari, che potrebbero salire fino a 460 milioni nel caso in cui verrà esercitata l’opzione di acquistare altri 5 milioni di titoli supplementari. Con l’Ipo, InterActiveCorp (IAC) del miliardario americano Barry Diller, che oggi controlla Match Group al 100%, vedrà ridurre la sua partecipazione all’86%. 
Chi è Match Group?
La società, fondata nel 2009, oggi è proprietaria di alcuni dei siti e app più conosciute sul mercato degli incontri online, con servizi tradotti in 38 lingue in oltre 190 Paesi. E la sua voglia di sviluppo non si è ancora fermata: Match Group ha recentemente messo sul piatto 575 milioni di dollari sul tavolo per acquistare il sito canadese di incontri Plentyoffish. Il mercato sembra proffittevole. Nei primi nove mesi del 2015 il gruppo ha registrato un utile netto di 85 milioni di dollari e ricavi a 753 milioni, in rialzo del 16%, rivendicando 59 milioni di utilizzatori attivi. 
A stonare in un profilo che sembra quasi perfetto sarebbe però è lo scandalo sessuale scoppiato nel 2014 all’interno di Tinder. E più recentemente, solo ieri, proprio alla vigilia dell’Ipo, l’intervista rilasciata dal co-fondatore Sean Rad al quotidiano inglese Evening Standard, piena di aneddoti sulla sua vita sessuale.