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Inchiesta diritti tv: procura di Milano indaga su turbativa d’asta volta a favorire Mediaset

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L’inchiesta sui diritti tv aperta dalla procura di Milano vede coinvolti anche alcuni dirigenti RTI (Mediaset).

Infront, advisor della Lega Calcio, è accusata dalla procura milanese di aver turbato l’asta per l’assegnazione dei diritti sportivi per il triennio 2015-18 al fine di favorire RTI (Mediaset). I finanzieri avrebbero perquisito le case del presidente di Infront, Marco Bogarelli, e dei consiglieri Giuseppe Ciocchetti e Andrea Locatelli.

Le motivazioni di queste azioni sono contenute nel decreto di perquisizione, che accusa il management di Infront. Nello svolgimento dell’iter di assegnazione delle licenze dei diritti audiovisivi relativi agli eventi sportivi 2015-2018, Infront avrebbe turbato i relativi bandi e il corretto e imparziale svolgimento delle gare, in particolare violando i canoni di trasparenza e leale concorrenza in favore del competitor Rti.

Come riportato da molte testate giornalistiche, anche il colosso di Cologno Monzese avrebbe ricevuto la visita della guardia di finanza venerdì scorso, alla ricerca di prove di un possibile accordo occulto per l’assegnazione dei diritti tv.

In particolare, la perquisizione ha riguardato gli uffici di due alti dirigenti della società: Giorgio Giovetti (responsabile dei diritti sportivi Rti) e Marco Giordani (numero uno di Rti), risulterebbero sotto indagine per concorso in turbativa d’asta. L’assegnazione dei diritti tv è un affare da poco meno di un miliardo di euro (930 milioni di euro).

In questo momento il titolo Mediaset su Piazza Affari perde l’-1,59%, scambiando a 6,81 euro per azione.