L'incertezza sul piano di aiuti alla Grecia fa soffrire l'euro

Inviato da Alberto Bolis il Gio, 18/03/2010 - 10:27

Euro debole contro il dollaro dopo le indiscrezioni secondo cui la Grecia, non sperando in aiuti dal vertice dell'Unione Europea del 25 marzo, potrebbe cercare un sostegno finanziario presso il Fondo monetario internazionale. La moneta unica vale 1,3775 dollari, 123,29 yen, 1,4462 franchi svizzeri e 0,8937 sterline. La Grecia, a detta del primo ministro George Papandreou, non sarà in grado di sostenere i tagli al disavanzo programmati se dovrà continuare a indebitarsi agli attuali tassi elevati (oltre il 6%). Secondo il premier ellenico, con le misure intraprese finora, Atene ha dimostrato la volontà di risolvere i problemi e l'impegno a mantenere la stabilità della moneta unica. "Ci dovrebbe essere consentito di prendere a prestito a tassi normali", ha detto Papandreou. La Grecia, ha affermato, non sta chiedendo aiuto ma ha bisogno di sostegno a livello politico.

Ieri l'Europa è tornata a dividersi sulla questione greca, con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, che si è detta favorevole all'eventuale esclusione di un Paese dalla zona euro "quando non rispetta le regole". Il Cancelliere, inoltre, ha affermato che un sostegno immediato alla Grecia "non è una buona risposta" ma bisogna affrontare "il problema alla radice". In un discorso al parlamento di Berlino, Angela Merkel ha ribadito che "intervenire rapidamente per solidarietà non è una buona risposta". Il problema, a suo avviso, va affrontato alla radice e di conseguenza la Grecia deve rimettere ordine nei propri conti pubblici. "Fare diversamente sarebbe fatale", ha aggiunto ancora il Cancelliere tedesco. Il problema dell'aiuto finanziario alla Grecia era stato dibattuto lunedì dai ministri finanziari europei che, a grandi linee, hanno deciso di intervenire in caso di necessità. Ma la Germania non è molto favorevole e ieri la Merkel ha praticamente confermato la posizione già espressa a inizio settimana dal ministro delle Finanze Wolfgang Schauble, ovvero quella di una eventuale uscita dalla zona euro di un paese incapace di rispettare le regole.

"E'un'ipotesi assurda" ha risposto seccamente il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, commentando la possibile uscita di un paese dalla zona euro. Sulla stessa posizione anche il ministro francese delle Finanze, Christine Lagarde, che ha puntato il dito contro il governo di Berlino. Si è invece collocato in una posizione intermedia il governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial Stability Board, Mario Draghi. "Serve un più forte governo economico dell'Unione Europea che si estenda dalle politiche di bilancio alle riforme strutturali dei vari paesi", aggiungendo però che "bisogna aumentare i costi economici per i paesi che hanno comportamenti devianti".

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