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In volo Telecom Italia e Fiat, giu’ Capitalia

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In Italia, è stata una nuova giornata scandita dal ritmo dei risultati societari riferiti ai primi nove mesi del 2004, oltre che da voci di corridoio. A farla da padrona un po’ per tutta la giornata sono state le indiscrezioni che vorrebbero come imminenti le dimissioni di Piero Modiano da Unicredito Italiano, dove attualmente ricopre la carica di vicedirettore generale, per prendere l’incarico di direttore generale del SanPaolo Imi. Secondo gli analisti di Rasbank i rumor sarebbero positivi per l’istituto di Piazza San Carlo e negativi per quello di Piazza Cordusio. Non a caso, a Piazza Affari, SanPaolo si è distinta tra i titoli che hanno firmato le migliori performance, mentre Unicredit ha terminato la giornata in abito rosso. L’onda lunga di SanPaolo si è fatta sentire anche sulla controllata Fideuram, che tuttavia è stata in grado di ricercare anche altrove motivazioni valide per correre. L’istituto del risparmio gestito, nei primi nove mesi del 2004, ha fatto segnare un utile netto pari a 184,7 milioni di euro (+52% sul corrispondente periodo dell’anno scorso). Pioggia di acquisti su Telecom Italia, scattata in avanti nell’ultima mezz’ora di scambi, seguendo l’esempio degli altri titoli telefonici europei e in particolare quello di Deutsche Bank. In corsa anche Antonveneta, Pirelli e Fiat. Nei primi nove mesi del 2004 il gruppo della Bicocca ha messo a segno un risultato netto positivo per 229 milioni di euro, contro il risultato negativo di 33 milioni di euro accusato nei primi nove mesi del 2003. Il titolo del Lingotto torinese è invece continuato a salire fino alla chiusura in forte rialzo, incurante della smentita giunta nel pomeriggio da parte di Fiat e riguardante l’esercizio dell’opzione di vendita di Fiat auto a Generl Motors. Il denaro ha spinto in avanti anche Bulgari, Seat Pagine Gialle e Finmeccanica, dopo che è stata ufficializzata la notizia che la società guidata da Pier Francesco Guarguaglini ha ceduto a Cdp 93 milioni di azioni, equivalenti al 10,3% del capitale sociale, di ST Microelectronics. Infine, tra le non numerose frecce rosse, ha spiccato il segno meno di Capitalia.