In manovra anti-crisi novità a favore delle banche: rally di Intesa, Unicredit e Mps

Inviato da Marco Barlassina il Mer, 28/01/2009 - 10:35
Ieri sera la manovra anti-crisi ha avuto il via libera dal Senato. La manovra contiene interventi urgenti a sostegno dell'economia per un valore di poco inferiore ai 5 miliardi, con misure che vanno dal bonus famiglia, alla reintroduzione delle agevolazioni per le ristrutturazioni fino all'IVA per cassa.

Tra le pieghe del decreto è stata però approvata anche una misura fiscale che sta avendo immediati riflessi in Borsa: la deducibilità dell'avviamento per il settore bancario. Il decreto permetterà agli istituti la deducibilità fiscale dell'avviamento derivante dalle numerose operazioni straordinarie effettuate negli ultimi anni. Questo a fronte del pagamento di un'imposta sostitutiva del 16%. Per le società è prevista la possibilità di dedurre l'importo su un arco di 10 anni, con una corrispondente riduzione della base imponibile.

Per le banche l'operazione avrà un effetto diretto positivo sui coefficienti patrimoniali e quindi del core tier 1, l'indice di patrimonializzazione divenuto famoso con l'esplodere della crisi del credito. Il ratio ha infatti assunto un valore segnaletico cruciale nella valutazione della solidità patrimoniale degli istituti di credito. Il coefficiente, dato dal rapporto tra patrimonio di base della banca e le sue attività ponderate in base al rischio, indica la quota più solida e facilmente disponibile del patrimonio della banca.

Secondo gli analisti di Equita Sim l'impatto positivo medio per il core Tier di settore è di 12 punti base con punte di 38 punti base per Mps, il cui coefficiente salirebbe al 5,6%. Tra i maggiori beneficiari la Sim indica anche Banco Popolare (core Tier salirebbe al 5,9%), Intesa Sanpaolo (al 6,5%), mentre impatti trascurabili riguarderebbero Unicredit e Ubi. Il mercato non si è lasciato sfuggire la novità, premiando tutto il settore. In testa Mps, con un progresso del 3,95% a 1,185 dopo un massimo appena sotto quota 1,2 (1,199 euro), Intesa Sanpaolo con un +4,36% a 2,453 euro e Unicredit (+4,83% a 1,323 euro), seguite da Banco Popolare con un +3,06% a 4,378 euro e Banca Popolare di Milano (+3,72% a 3,905 euro).

Con la norma introdotta dalla manovra anti-crisi si riduce almeno parzialmente la necessità per le banche, specie per quelle più positivamente impattate, di ricorrere ai cosiddetti Tremonti-bond, obbligazioni emesse dalle banche e sottoscritte dal Tesoro di cui sono ancora in definizione i dettagli tecnici e che sarebbero destinate proprio a consentire la raccolta di nuovo capitale.

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