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In Europa poco spazio per una continuazione del rally

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Gli “animal spirits” stanno guidando i mercati azionari nell’ultime settimane. Gli analisti di Barclays riscoprono il termine usato da John Maynard Keynes per descrivere “la spontanea urgenza ad agire degli investitori senza curarsi troppo dei numerosi e importanti ostacoli sulla strada della risoluzione della crisi dell’Eurozona”. L’European equity strategy della Banca britannica fa suonare un campanello d’allarme pur riconoscendo gli importanti passi avanti fatti durante l’estate.

Questi ultimi sarebbero già prezzati nelle attuali valutazioni dell’azionario europeo: “L’indice Stoxx Europe 600 è tornato sui massimi dell’anno a 272 punti, vicino al target che ci eravamo posti, ossia 275 punti” recita il report che prosegue:”Il miglioramento delle condizioni finanziarie del sistema, guidato dall’impegno potenzialmente illimitato della Bce a supportare gli Stati periferici in difficoltà sono stati il driver delle più recenti performance degli asset rischiosi”.

L’ interruttore del rischio ha trascorso l’estate costantemente in posizione risk-on con i mercati che hanno scelto di ignorare uno scenario macroeconomico debole e in peggioramento a livello globale. Sono due, in particolare, gli elementi che pesano sul prossimo futuro dell’azionario europeo. L’emergere di tensioni inflazionistiche portate dall’incremento dei prezzi delle materie prime (energia e agricoli) e la veloce risalita dell’euro (a 1,31 contro dollaro Usa) in una fase nella quale le esportazioni sono già messe in crisi dal debole contesto della crescita mondiale.

Gli analisti di Barclays mettono su un piatto della bilancia il miglioramento dello scenario finanziario europeo (ma è già scontato nei prezzi) e sull’altro piatto il cattivo andamento dell’economia, la pressione dell’inflazione sui margini delle aziende e le quotazioni diventate meno attrattive. Difficile ipotizzare ulteriori grandi passi avanti dei mercati: ” Il rapporto prezzo/utili atteso per il 2012 è balzato da quota 10 del mese di giugno a 12 attuale mentre il rendimento dei dividendi distribuiti dai titoli europei è sceso sotto la media di lungo termine. Oltre a ciò – spiega il documento – le stime sugli utili 2013 continuano a scendere in corrispondenza del continuo peggioramenti degli indici Pmi dei Paesi dell’area”.
Il potenziale di rialzo appare quindi limitato anche senza andare a scomodare i problemi che possono emergere nel percorso disegnato da Bce e vertici europei per uscire dalla crisi dell’euro, il primo dei quali è il dubbio di quando e se i Paesi per i quali lo scudo anti-spread è stato creato faranno richiesta di attivazione. La Spagna, per esempio, ha resistito finora pur in presenza di una situazione che avrebbe ampiamente giustificato una richiesta di aiuto e di rendimenti richiesti dal mercato molto elevati. Perché dovrebbe chiedere aiuto proprio ora e sottoporsi a una serie di richieste se può continuare a finanziarsi sul mercato a rendimenti inferiori proprio grazie alla presenza dello scudo? Un dubbio che i mercati potrebbero tradurre, alla fine, in nuova pressione sugli spread.

Pertanto, è la conclusione degli analisti di Barclays “rimaniamo cauti sullo scenario di mercato di breve termine confermando il target per il 2012 a 275 punti per lo Stoxx 600 Europe e a 2.650 per l’Eurostoxx 50, legando ulteriori miglioramenti a svolte positive nello scenario macroeconomico che, allo stato attuale, non si vedono e non sono nemmeno probabili”.

Alessandro Piu

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