In Eurolandia riaprono i battenti le aste: Germania e Portogallo alla prova del mercato

Inviato da Micaela Osella il Mer, 05/01/2011 - 09:05

Sarà un gennaio intenso per il mercato dei titoli di Stato. Nel primo mese del 2010 stanno scaldando i motori oltre 50 emissioni. Si comincia fra qualche ora. La mattinata è ricca di appuntamenti per il mercato obbligazionario Made in Europe. Che riapre i battenti nell'anno nuovo con una emissione in arrivo dalla Germania. Berlino inaugura la "sessione" 2011: sarà impegnata in un collocamento di Bund gennaio 2021, cedola 2,5%, fino a 5 miliardi di euro. Poi sarà il turno del Portogallo: sempre in mattinata anche Lisbona sarà, infatti, alle prese con un'emissione di buoni semestrali. Un gettone che porterà nelle casse dello Stato lusitano qualcosa come 500 milioni.

Il tasso del titolo portoghese a sei mesi dovrebbe risultare allineato ai valori prevalenti sul secondario, tra 3,8 e 3,9%, pertanto in netto rialzo dai livelli di inizio settembre quando un collocamento analogo aveva visto Lisbona pagare il 2,045% su una scadenza a sei mesi. Si tratta di appuntamenti che inizieranno a dare il quadro della situazione: sullo sfondo in Europa si continuano a seguire da vicino gli sviluppi della crisi del debito sovrano, cercando di capire quale sarà la strategia che i policy makers decideranno di intraprendere per traghettare il Vecchio continente fuori dal pantano.

Coniugare rigore fiscale con il rilancio dell'economia non è una scommessa facile. E che la situazione sia ad alto rischio, lo prova il movimento degli spread dei titoli greci e irlandesi contro il Bobl e Bund tedeschi, che si sono allargati nelle scorse settimane, quelle delle festività natalizie, di 90 e 70 centesimi sulle scadenze a cinque e dieci anni. Strategist ed investitori sono convinti che stamattina per l'asta tedesca non ci saranno grosse sorprese, qualche indicazione in più arriverà da Lisbona.

In molti guardano con timore al Portogallo, che ormai viene additato come il prossimo Paese che capitolerà sulle orme di Grecia e Irlanda. "Non è automatico che l'asta tedesca di domani verrà sottoscritta completamente per via dei rendimenti troppo bassi", avverte Angelo Drusiani di Banca Albertini, che aggiungen: "anche se i titoli tedeschi vengono considerati ancora come un bene rifugio, il sentiment prevalente sul mercato è sempre negativo".

"Tuttavia le scadenza tedesca a 10 per 23 miliardi di euro prevista oggi dovrebbe supportare la domanda e limitare i rischi di asta scoperta", è l'idea di Elia Lattuga di Unicredit, secondo cui è proprio l'asta portoghese a rappresentare "un test molto importante in uno scenario caratterizzato ancora da forti tensioni sui periferici". Come osserva Huw Worthington di Barclays Capital, i rendimenti tedeschi sono molto a buon mercato, tuttavia l'emissione targata Berlino sarà da seguire. Il motivo? "Gli spreads a dieci anni nell'area contro quelli degli emittenti periferici si sono riallargati negli scorsi mesi con gli spread di Portogallo, Belgio, Spagna e Italia che hanno chiuso il 2010 su livelli storicamente elevati", ricorda l'esperto.

"A tal proposito, l'allargamento visto in Italia è stato particolarmente notevole, anche se dovuto alle aste di fine dicembre dei BTP che sono avvenute in un momento di estrema illiquidità del mercato - prosegue - . Potremmo dire che l'obiettivo degli emittenti periferici di restringere l'allargamento degli spreads in maniera significativa da qui in avanti potrebbe essere limitato dall'offerta in arrivo nelle prossime settimane, anche se la situazione italiana sembra offrire maggiore potenziale perché in parte questo Paese si è già rifinanziato con le aste di fine anno".

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