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In diretta dalla City – Tra stop hunting e trade direzionali

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Da Londra un trader italiano di una banca internazionale, dietro la promessa dell’anonimato, ci guida sui mercati finanziari con il taglio operativo proprio di un professionista della finanza. Per mantenere intatta questa caratteristica si è scelto di non filtrare il commento originale, conservandone quindi anche i tecnicismi. Ecco di cosa si parla oggi nelle sale operative della City. Buona lettura.



1 – DATI E MERCATI
Una “non-giornata”, quella di ieri, come spesso succede con US (e Londra) chiuse.
 
Equity e commodity stabili, Eurusd che oscilla in area 1.2300, ICE crude in area $74.40/b, Jpy debole.
Pochi volumi, trades e scarsa vola in intraday.
 
Dopo settimane di estrema volatilita’ assistere a prezzi flat un po’ ovunque appare quasi irreale.
 
2 – Il mercato e’ in una fase di (relativa) avversione al rischio per:
 
a) il “Sovereign risk”. Venerdi, per esempio, Fitch ha downgradato la Spagna di un notch sotto la tripla A;
b) rischi geopolitici (guerra tra le Coree?);
c) rischio di recessione (e deflazione) nei Paesi del Sud Europa (indotta dalla politica di manovre fiscali e dalla volonta’ della Germania: “per la serie: dobbiamo diventare tutti come loro!”).
d) Rischio di “double dip” (i dati macro US continuano ad essere positivi mentre i dati di “sentiment” sembrano degenerare).
I “profeti di sventura” sostengono che una nuova recessione e’ inevitabile perche’:
– i governi europei non possono piu’ spendere;
– la Cina deve ridurre la propria crescita e sgonfiare i prezzi nel settore “housing” (perche’ rischia inflazione);
– perche’ la liquidita’ sara’ sempre meno abbondante (per esempio il programma della FED relativo ai mortgage backed securities terminera’ in poche settimane).
 
Nessuno (ovviamente) puo’ prevedere il futuro. Quello che e’ certo e che i mercati cercheranno di dare un senso ad un mondo in cui i governi e regulators cercheranno di bilanciare i super-profitti delle corporates/banche (dovuti a tassi bassi e ad abbondante liquidita’). Torneranno di moda le politiche di “ridistribuzione dei redditi” degli anni ’70?
 
3 – FOREX
Eurusd oscillera’ nel medio tra 1.2135 e 1.2445 (pivot). La rottura di 1.2135, muovera’ il cross in area 1.20.
 
Due sono le strategie adottate:
a- Stop hunting (=si cerca di “indovinare” gli stop loss dei prop desk per farli triggare);
b- trade direzionali in intraday con stop “stretti”. Infatti, tutto il mercato e’ ancora super-short e i reversal possono essere “brutali”.
Siccome uno dei rischi e’ di una nuova recessione in Europa e’ probabile che il mercato si focalizzi di nuovo sui dati macro EU e US. Oggi ISM Manufacturing in US, attesa per i NFP di venerdi. Eur sembra di nuovo debole stamani (non e’ certo una sorpresa!)

 

 

Mr.Rosebud
 
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