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In diretta dalla City – Tra “ice age” e “double dip”

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Da Londra un trader italiano di una banca internazionale, dietro la promessa dell’anonimato, ci guida sui mercati finanziari con il taglio operativo proprio di un professionista della finanza. Per mantenere intatta questa caratteristica si scelto di non filtrare il commento originale, conservandone quindi anche i tecnicismi. Ecco di cosa si parla oggi nelle sale operative della City. Buona lettura


1 – DATI E MERCATI
– Equity markets con price actions praticamente assente (S&P + 0.01% ma Euro Stoxx -0.39%). ICE Brent accenna in mattinata un recupero ($75.66/b, +0.89%). Gold e’ a $1224/oz (+0.78%)
– Non si “placano” gli acquisti di US Treasury, Gilt e Bund (10Y US perde 10bps, il Bund tocca i minimi record a 2.33% (allego lo storico: inquietante!).

– Nel Forex il Usd cede un po’ del terreno conquistato la scorsa settimana (Usd index -0.65%), Eurusd raggiunge in intraday 1.2871 (+0.80), Cable +0.40%, mentre lo JPY si conferma cross “star” del periodo (contro Usd a 85.3, -1.07%).


Dati macro:
– Empire Manufacturing (=indicatore di sentiment relativo a New York e regioni limitrofe) a 7.10 (attese a 8): si conferma debolezza dell’economia US
– US TIC flows significativamente inferiori alle attese: e’ interessante che la Cina preferisca Govies in Eur e Sterla a quelli in Usd (diversificazione riserve?).
– GDP Giapponese a +0.4% (attese +2.3%): molto male.


2 – NON CAMBIANO I TEMI DEL PERIODO:


a) Timori di “double dip scenario” in US e di “Ice age” (=deflazione un po’ per tutti?): vendite di equity e acquisti di Govies.


b) Il gap interno tra Germania e Sud Europa continua ad essere una “issue”. Allego il grafico dello spread tassi Germania/Spagna (non siamo lontani dai massimi). Negativo per Eur.


b) Usd (e Forex in genere) sembrano muoversi piu’ per ragioni di “flusso” (posizionamento “long” o “short” da quadrare, take profit e stop loss). I dati macro ribadiscono l’ovvio (=rallentamento della crescita) e i tassi sono a zero ovunque (no carry trades).


Eurusd sembra in trading range, mentre piu’ direzionali sono la Sterla e lo JPY.


GBP e’ cresciuto tanto per i dati macro in UK migliori delle attese, per il “coraggio” del Governo UK (meno “Stato” e IVA su) e per la necessita’ di “diversificare” rispetto al Usd. Oggi CPI (sopra al 3%?) potrebbe
essere market mover. JPY continua ad essere acquistato. Ci potrebbe essere un intervento verbale delle autorita’ giapponesi (prossima settimana?). Il Risk Reversal e’ relativamente cheap (ancora per quanto?): 1 month 25 delta RR at 1.4/1.8.
Bella: Buy USD Put 83.16, sell USD Call 87.05, tenor 1 month


3 – DATI OGGI
CPI in UK. ZEW tedesco. US PPI e industrial production.

 



Mr Rosebud

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