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In diretta dalla City – Dati macro Usa, verso il rallentamento?

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Da Londra un trader italiano di una banca internazionale, dietro la promessa dell’anonimato, ci guida sui mercati finanziari con il taglio operativo proprio di un professionista della finanza. Per mantenere intatta questa caratteristica si è scelto di non filtrare il commento originale, conservandone quindi anche i tecnicismi. Ecco di cosa si parla oggi nelle sale operative della City. Buona lettura.

 

1 – DATI E MERCATI
Mercati equity stabili ieri (con S&P +0.13% e MSCI Asia +0.4%). US Treasury e Gold continuano ad essere acquistati (10Y Treasury perde circa 6 bps, Gold avanza di circa 1.30%). Il Gold e’ vicino ai massimi di periodo (a $1252.11/oz).
 
Nel Forex: il Usd index perde circa lo 0.60%, mentre l’Eur recupera terreno.
Acquisti su Jpy (Usdjpy e’ uno dei cross piu’ “sensibili” ai dato macro:
negativi ieri). Sterlina e lo Svizzero forti (in Uk: Retail Sales migliori delle attese, mentre la SNB ha alzato le forecast sull’inflazione in Svizzera: sembrerebbe che deprezzare la currency non sia piu’ una priorita’!).
 
Due i temi:
 
a) LA CRISI DELL’EUR/EUROPA NON E’ PIU’ AL “CENTRO DEL MONDO”.
I mercati stanno gia’ pienamente scontando una crisi istituzionale in Eurozona. E’ significativo che:
– Ieri, i commenti di Medvedev sulla potenziale crisi dell’Euro sono stati assolutamente ignorati;
– Le forecast medie di 50 banche danno gia’ l’Eurusd a 1.1750 in 1Y.
– Lo spread Spagna/Germania 10y rimane ai massimi ma l’asta Govies spagnoli ha avuto successo.
 
Insomma, la situazione e’ critica e i problemi sono tutti da affrontare ma sono anche pienamente scontati (e quindi non piu’ market-mover). Eur sale anche per questo.
 
b) I DATI MACRO US SEMBRANO “VOLGERE” AL BRUTTO.
Ieri, per esempio, il Philadelfia Fed e’ uscito ad 8 (contro attese di 20).
I mercati cominciano a scontare un rallentamento della crescita, mentre alcuni analisti (“le Cassandre”) si spingono a prevedere un “double dip scenario”. Per l’appetito al rischio non e’ necessariamente una notizia negativa (almeno nel breve): i tassi rimarranno bassi. Nel medio, secondo noi, i carry trades torneranno di moda.
 
L’impressione e’ che un po’ come nel 2009 i mercati tendono ad acquistare “rischio”.
Prevalgono i temi di carattere tecnico mentre i tassi a zero un po’
ovunque costringono, per cosi dire, ad essere “investiti” in qualcosa diverso da cash.
 
2 – CHE SUCCEDERA’?
 
a) Eur era (e in parte e’) in una condizione di “oversold”: di conseguenza, l’assenza di nuove news spinge ad acquistare Eur (per ricoperture). Difficile capire dove si fermera’: il primo target rimane a 1.2445 (poi 1.2675). Per noi, un po’ come per tutti, Eur e’ comunque da vendere nel medio/lungo.
 
b) I tassi a zero (per sempre?) spingono ad acquistare “rischio”: e’
probabile, quindi, un periodo di mercati azionari/commodity intonati positivamente (e US Treasury venduti). Vendite di Usd (“safe haven
asset”) e Jpy.
 
c) I dati macro continueranno a peggiorare: vendite di Copper (Il Baltic Dry Index e’ di nuovo in downtrend), Crude e cross come AUD e commodity currencies