In corso a Tokyo il meeting di Fmi e Banca Mondiale, occhi puntati su debito globale e disoccupazione

Inviato da Floriana Liuni il Ven, 12/10/2012 - 12:03
Tokyo è al centro del dibattito sulla crescita globale in questi giorni, in cui si sta svolgendo il meeting tra Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale (vedi qui il calendario completo degli interventi).
Lo scenario dipinto, come prevedibile, è più cupo rispetto a quello delineato lo scorso aprile, ma non per questo vengono ignorati gli sforzi fatti dai Paesi del mondo per tenersi a galla. Secondo le ultime previsioni, che tengono conto di nuovi rischi e peggiori prospettive per l'economia, la crescita globale sarà quest'anno del 3,3% e del 3,6% l'anno prossimo. Sul 2012 la stima è stata abbassata di 0,2 punti percentuali, sul 2013 di 0,3 punti.
Debito mondiale ai massimi dall'ultima guerra. La preoccupazione principale delle istituzioni di Washington, stando al discorso pronunciato dal direttore generale del Fondo Christine Lagarde alla sessione plenaria, composta da 188 delegati da tutto il mondo, è il debito sovrano, che nelle economie avanzate ha raggiunto "il livello più alto della Seconda Guerra mondiale".  Lagarde ha invitato le economie ad attuare le riforme necessarie per superare la crisi e rilanciare la crescita sufficiente a generare posti di lavoro per i milioni di disoccupati. Un modello potrebbe essere quello dell'Asia: "il dinamismo asiatico simboleggia il futuro", ha dichiarato Lagarde. Secondo il direttore dell'istituto di Washington, sono tre le tappe nella strada del futuro: andare oltre la crisi e ripristinare la crescita, completare la riforma del settore finanziario e affrontare le disuguaglianze.
Asia. Tuttavia anche le stime sulla crescita asiatica sono state ridotte. Quest'anno sono viste al 5,4%, lo 0,6% in meno rispetto a quanto previsto ad aprile. Le nuove stime per il 2013 sono di un +5,9% rispetto al +6,6% indicato la scorsa primavera. Nei primi 6 mesi dell'anno la crescita è diminuita complice soprattutto il rallentamento di Cina e India.  In particolare, l'istituto di Washington prevede che l'economia cinese quest'anno crescerà del 7,8% e dell'8,2% l'anno prossimo. L'India dovrebbe invece vedere una espansione del 4,9% e del 6% rispettivamente nel 2012 e 2013. "La crescita è destinata a salire in modo molto graduale - rimarca il Regional Economic Outlook del Fmi - con l'Asia destinata comunque a rimanere il leader della crescita globale espandendosi il prossimo anno di oltre due punti percentuali più velocemente rispetto alla media mondiale". Principali fattori di rischio secondo l'istituto di Washington sono i possibili shock provenienti da Europa o Stati Uniti poiché i due terzi dell'export dei Paesi emergenti dell'Asia è legato proprio a Europa e Usa. Il Fmi quantifica in una possibilità su sette la possibilità che la crescita asiatica nel 2013 scenda sotto il 4%, livello a cui era discesa nel 2009 a seguito degli effetti globali del crac Lehman Brothers.
America Latina. La riduzione delle prospettive di crescita in Cina e, di conseguenza, della sua domanda di materie prime, ha ridimensionato i prezzi delle commodity costringendo alla revisione anche delle proiezioni sul Pil dei Paesi dell'America Latina. Così il Fondo Monetario Internazionale, nel suo report sulle proiezioni riguardo l'emisfero occidentale della Terra, ha tagliato rispetto ad aprile dello 0,2% le previsioni di crescita del Sudamerica nel 2012 aumentando quelle per il 2013 (ora rispettivamente al +3,6% e al +4,9%), lasciando praticamente invariate le stime sull'America centrale (+3,5 e +3,6% nel prossimo biennio). In particolare, il Brasile è visto in crescita dell'1,5% nel 2012 e del 4% nel 2013, mentre il Messico crescerà del 3,8% quest'anno per rallentare nel 2013 al +3,5%.
Stati Uniti, Eurozona e disoccupazione. Per gli Stati Uniti le stime sono per una crescita del 2,2% nel 2012 e del 2,1% nel 2013. Per quanto riguarda l'Eurozona, il Prodotto interno lordo dovrebbe diminuire dello 0,4% nel 2012, mentre dovrebbe rimanere piatto nel 2013 (+0,2%). Nel suo intervento al meeting, il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria ha segnalato come nel G7la crescita rallenterà dallo 0,7% della prima metà del 2012 allo 0,3% della seconda parte, complice la recessione persistente dell'area Euro e l'alto tasso di disoccupazione, che ha raggiunto l'11,3% in Europa. Secondo le stime Ocse, 15 milioni di persone sono rimaste senza lavoro nell'area di riferimento per un anno, 8 milioni per due o più anni.
Italia. Per quanto riguarda l'Italia, il Fmi ha avuto parole benevole per la legge di stabilità del governo Monti, sia per quanto riguarda la redistribuzione del carico fiscale (che va "nella direzione giusta") sia per i possibili riflessi sul'occupazione.
Per i prossimi anni il Fmi ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell'Italia, per una contrazione del 2,3% nel 2012 (contro il -1,9% previsto a luglio), e dello 0,7% nel 2013 (contro il -0,3% previsto in precedenza).  Nei giorni scorsi, l'istituto di Washington ha già espresso il suo appoggio all'azione del governo Monti, riconoscendo gli sforzi fatti finora per ridurre il deficit pubblico, tanto che l'Italia figura, insieme a Danimarca, Finlandia, Germania e Svezia tra i Paesi europei che entro il prossimo anno raggiungeranno gli obiettivi di medio termine concordati con l'Unione europea.
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