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In corsa le valute rifugio, yen ai massimi a oltre due mesi

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Nuova giornata altamente volatile sui mercati dettata da vari fattori tra cui spicca il crescente timore di una riduzione graduale del quantitative easing da parte della Federal Reserve. Cresce pertanto l’attesa per il prossimo meeting della Fed in programma il 18-19 giugno. Un minore sostegno della Fed si potrebbe tradurre in una crescita globale più debole. E proprio oggi la World Bank ha rivisto al ribasso le proprie stime sull’andamento dell’economia globale, vista in progresso del 2,2% rispetto al +2,4% indicato a gennaio.

Sul valutario è forte la pressione ribassista sul dollaro dopo il nuovo tonfo della Borsa di Tokyo. Il cross dollaro/yen è sceso questa mattina sotto la soglia dei 94 yen (minimo intraday a 93,78), sui livelli più bassi dallo scorso 4 aprile. Oltre al prepotente apprezzamento dello yen giapponese rispetto ai minimi di periodo toccati il mese scorso oltre quota 103, sul forex si segnala anche l’acuirsi della risalita del franco svizzero proprio in virtù dell’aumento dell’avversione al rischio che ha fatto riaffacciare gli investitori sulle valute rifugio. Il cross euro/chf è sceso oggi fino a 1,222 (minimi a 6 settimane).

“Diversi fattori hanno condotto a questa brusca inversione sullo yen – rimarca la nota odierna sul forex di Fxcm – in primo luogo i timori circa una crescita economica inferiore alle aspettative (anche e per via della crescita globale), le perplessità in relazione all’enorme debito pubblico giapponese che si è ovviamente incrementato e soprattutto i dubbi circa la risolutezza della Bank of Japan, da sempre ritenuto l’istituto centrale più credibile in assoluto”. Gli analisti di Fxcm rimarcano come il crollo dell’azionario giapponese e il repentino rialzo dei tassi di interesse delle obbligazioni governative non sono che l’effetto, non la causa, insieme naturalmente al forte apprezzamento della valuta.