In Asia tornano le vendite: Australia taglia tassi

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Giornata di passione per i listini asiatici che si avviano a terminare la giornata in territorio negativo. Male in particolare Tokyo che ha ceduto l’1,7%; pesanti vendite anche a Hong Kong, -2,26%, Sydney -1,52%, Bombay -1,2%, Jakarta -1,22%. Hanno invece limitato i danni Seoul +0,03%, Shanghai +0,07% e Bangkok +0,05%.


Indici in preda alla volatilità del mercato
Tante, e quasi tutte negative, le notizie che hanno caratterizzato le ultime ore. Sui mercati pesano i timori di un possibile aggravamento della crisi del debito dell’Eurozona. Non è un caso che gli spread dei titoli di stato di Italia, Spagna e Portogallo, i Paesi maggiormente sotto osservazione, siano balzati ieri a nuovi massimi. Nel frattempo è saltato il megafondo americano Mf Global: si tratta della prima vittima dell’allargamento degli spread europei. Da quanto si è appreso infatti, il colosso finanziario aveva una elevata esposizione proprio su titoli greci, spagnoli ed italiani. Da segnalare nella notte la trimestrale di Nomura: il colosso finanziario giapponese ha chiuso il secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2011-2012 con una perdita netta di 46,1 miliardi di yen. Gli analisti si aspettavano una perdita inferiore e pari a 35 miliardi di yen. Si tratta del primo risultato negativo in oltre due anni e che è stato condizionato dai risultati dell’attività di investment banking e di trading.

La RBA dopo 2 anni e mezzo torna a tagliare i tassi
Le preoccupazioni legate all’andamento della congiuntura, e in particolare ai timori sui titoli di stato dei Paesi periferici dell’Eurozona, hanno spingo il governatore della banca centrale australiana, la Reserve Bank of Australia, a tagliare i tassi di interesse di 25 basis points al 4,5%. La mossa,  allineata alle attese degli analisti, rappresenta il punto di svolta da parte della politica monetaria del Paese che non faceva ricorso a misure espansive dal lontano aprile 2009.


Cala, a sorpresa, l’attività manifatturiera cinese
Anche la locomotiva cinese conferma i segnali di rallentamento. L’attività manifatturiera a ottobre ha visto l’indice PMI cinese scendere a 50,4 punti rispetto ai 51,2 punti del mese precedente. Si tratta del valore più basso da circa 3 anni. Gli analisti si attendevano una crescita della lettura in area 51,7 punti. L’indice si conferma in ogni caso sopra la soglia dei 50 punti che distingue tra contrazione ed espansione economica.

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