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Imu: Pd, non accettiamo ultimatum. Zanonato, no ad aumento tasse

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“Noi non accettiamo ultimatum, è anche interesse nostro riformare l’Imu ma non c’è solo l’Imu”. Categorico il segretario del Partito democratico, Guglielmo Epifani, al termine  dell’incontro con i ministri del Pd sull’Imu quando mancano ormai poche ore al decisivo Consiglio dei Ministri che dovrà affrontare la delicata questione dell’abolizione della tassa sugli immobili. E in una nota il Pd entra più nei dettagli: “Il tema del superamento dell’Imu, come previsto dal programma di governo, dovrebbe essere affrontato attraverso soluzioni eque e che siano nel contesto di questa riforma federale”. Per i democratici “le priorità da sostenere riguardano la scuola, il rifinanziamento della Cassa integrazione guadagni, il tema degli esodati“. Sulla possibilità di introdurre una tassa per compensare l’abolizione dell’Imu, il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, non ha lasciato spazio a dubbi: “Non c’è nessuna ipotesi al riguardo”, sulla falsa riga di quanto affermato dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, che in occasione di un’intervista su Radio 1 aveva aperto le porte a “qualche intervento marginale, precisando però di “fare attenzione a non fare un danno maggiore che è quello di un aumento eccessivo di nuove tasse”. Più stringate sono state le parole del vicepremier, Angelino Alfano, affidate ad un tweet: “A Palazzo Chigi con il Ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il capogruppo Pdl, Renato Brunetta. Tema: Imu. Incontro costruttivo“.

Non sono mancate questa mattina le stime pubblica da varie associazioni. Prima fra tutte Confartigianato, secondo cui le imprese nel 2012 hanno pagato 9,3 miliardi di euro per l’Imu sugli immobili produttivi. Una somma pari al 39,1% del totale dei 23,7 miliardi di gettito Imu dello scorso anno. Inoltre da inizio anno è già aumentata dell’8,3%. Confartigianato ha calcolato che con la Tares, le tasse su imprese e famiglie cresceranno del 17,6%.

Sull’argomento è intervenuta anche Federconsumatori. Per la federazione, gran parte del peso dell’Imu su imprese ed esercenti ricade in larga misura sui cittadini. Secondo quanto calcolato dall’Onf (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) le ricadute indirette dovute al pagamento dell’Imu da parte di aziende, esercenti sui prezzi e sulle tariffe è pari complessivamente a 480 euro annui a famiglia. Cifra che, spiega la federazione, si aggiunge a quanto i cittadini dovranno pagare in termini diretti per tale imposta e che si somma alla stangata del 2013 per l’aumento di prezzi e tariffe, che complessivamente comporta aumenti pari a +1.492 euro a famiglia.