Imu, dal 2013 è tutta dei Comuni

Inviato da Redazione il Lun, 17/12/2012 - 11:57
Oggi scade il termine per il saldo della seconda rata relativa al 2012, che porterà nelle casse dello Stato oltre 23 miliardi di euro, compresa la rata già versata quest'estate. Chi non riuscisse entro oggi a saldare la rata può farlo nei prossimi giorni con una penale che lievita dello 0,2% dell'importo per ogni giorno di ritardo nei primi 14 giorni e arriva al 3% dal 14 al 30 giorno, esclusi gli interessi legali del 2,5%. Per ritardi oltre il 30 giorno la sanzione aumenta ulteriormente.
Tra Imu e rincari delle utenze, le famiglie italiane spendono in media il 31,1% delle spese totali, e per 3 milioni di famiglie tale quota supera il 40%. Il dato è calcolato dalla Cgil, che ha confrontato questa cifra con quella delle spese di casa del 1980, per scoprire che da allora l'incidenza media del mantenimento di un'abitazione è quasi triplicato. Stando a quanto si apprende da Confedilizia, per tre italiani su cinque saranno i risparmi degli ultimi anni a finanziare l'esborso della discussa imposta.
Il Coordinamento Unitario dei Proprietari Immobiliari (Arpe Federproprietà, Confappi, Uppi) calcola che in totale per l'anno in corso l'esborso medio delle famiglie si aggirerà intorno ai 1216 euro, contro i 437 del 2011, lanciando l'Italia in cima alla lista dei Paesi più tartassati nella tassazione della casa. Nessuna meraviglia, come si evince dai dati dell'Agenzia del Territorio, se le compravendite immobiliari in Italia sono calate del 22,6%, ulteriore difficoltà che impedisce ai proprietari di seconde case (quelle che porteranno il peso maggiore della tassa) di trovare mercato per le proprie abitazioni in vendita.
Ad aggravare il peso dell'Imu sono state anche le maggiorazioni "volontarie" imposte dai Comuni rispetto alle qliquote base. Dall'anno prossimo, salvo cambiamenti dovuti alla possibile nuova squadra di governo, stando agli emendamenti alla legge dei stabilità 2013 l'intero importo Imu dovrebbe essere destinato alle amministrazioni locali, senza suddivisione tra quota statale e comunale.


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