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Imprese alla ricerca di personale specializzato (Confartigianato)

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AAA cercasi professionalità artigiane. Nonostante la disoccupazione continui ad aumentare in Italia le imprese sono a corto di personale specializzato. Un paradosso messo in evidenza dall’ultimo rapporto dell’ufficio studi di Confartigianato che ha stilato la classifica dei mestieri più “trascurati”. Dall’analisi è emerso che il 26,7% del fabbisogno occupazionale delle imprese italiane per il 2010 risulta insoddisfatto. Tra i mestieri che le imprese continuano a cercare, ma che risultano introvabili sul mercato del lavoro in pole position gli installatori di infissi e serramenti: ne servirebbero 1.500, ma l’83,3% è di difficile reperimento. Scarseggiano anche i panettieri e pastai: su un fabbisogno di 1.040 lavoratori, le imprese dovranno rinunciare ad assumerne il 39,4%. Non va meglio per i tessitori e i magliai. Dei 330 richiesti dalle aziende, il 33,3% risulta di difficile reperimento. Mestieri “trascurati” anche quelli di tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti. Della lunga lista fanno parte anche pasticceri e gelatai, ma anche pavimentatori, sarti, parrucchieri e falegnami. “Tutto ciò – sottolinea l’ufficio studi di Confartigianato – mentre l’Italia è il Paese che in Europa, dopo la Spagna, registra il più alto tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni: 25,9% a fronte del 20,2% della media Ue”. Il mondo dei giovani e quello del lavoro rimane sempre distante, dunque. Secondo Confartigianato ben 2 giovani su 3, pari a 9.343.000, non hanno avuto un contatto con il mondo del lavoro durante il corso di studi. Soltanto il 4% dei giovani tra 15 e 34 anni ha alle spalle esperienze di stage e tirocini. La maggior parte (55,3%) degli ingressi nel mercato del lavoro avviene attraverso segnalazione di amici e parenti.