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Impregilo: partita l’assemblea, scontro testa e testa tra Gavio e Salini per il controllo del general contractor

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Secondo round tra Gavio e Salini. E’ partita l’assemblea di Impregilo, dopo quella convocata lo scorso 12 luglio, per decidere se revocare o meno l’attuale Cda presieduto da Alberto Rubegni e sull’eventuale sua nuova composizione che vedrebbe come nuovo presidente Claudio Costamagna e come nuovo amministratore delegato lo stesso Pietro Salini. Lo scontro si preannuncia sul fil di lana e cruciale sarà lo schieramento del fondo Amber.

La novità più importante è giunta ieri con la decisione del Tribunale civile di Milano di accogliere l’istanza presentata da Salini, ordinando a Impregilo e al suo presidente di ammettere al voto assembleare, su tutti i temi presentati all’ordine del giorno, le azioni raccolte attraverso le deleghe. Quindi ad oggi risulta illegittima la decisione presa dal presidente del general contractor, Fabrizio Palenzona, nella scorsa assemblea di escludere le deleghe sia di Igli (lo 0,37% del capitale) sia di Salini (l’,98%) raccolte attraverso pubblica sollecitazione. Lo stesso Palenzona, una volta appresa la notizia, ha dichiarato in una nota  di non aver “mai pensato di non ammettere le deleghe” e che “valuterà le iniziative volte a far accertare la legittimità del suo operato”.

Oggi in assemblea potranno partecipare solo i soci che hanno depositato giovedì scorso l’81% del capitale sociale di Impregilo. A ben guardare, Salini parrebbe in lieve vantaggio con il suo 29,95% delle azioni rastrellate sul mercato, più l’1,98% delle deleghe e l’eventuale l’8,5% del fondo Amber. In tutto è il 41%. Gavio dall’altra parte, con in mano il 29,95% della sua Igli, più l’1,98% di Veneto Banca, l’1,93% di Mediobanca, l’1% di Banca Carige, lo 0,81% di Condotte d’Acqua e lo 0,37% raccolto con le deleghe arriverebbe al 40%.  La battaglia è aperta.