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Impregilo: ok a fusione con Salini, concambio a 6,45. Ricavi 2016 visti a oltre 7 miliardi

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Si chiamerà Salini Impregilo la nuova società quotata che nascerà dall’integrazione tra i due gruppi. I rispettivi Cda hanno infatti approvato il progetto per la fusione delle due società, mettendo a segno così l’obiettivo da sempre dichiarato da Pietro Salini fin dai tempi della guerra aperta con Gavio per il controllo del general contractor. “E’ una grande soddisfazione per tutti coloro che hanno contribuito a questo progetto importantissimo, che vede la creazione di un player mondiale nel settore delle infrastrutture con benefici per i clienti, i dipendenti e per il Paese”, ha commentato lo stesso Salini. L’operazione, nel dettaglio, sarà realizzata attraverso una fusione inversa per incorporazione di Salini in Impregilo ad un rapporto  di cambio fissato in 6,45 azioni ordinarie Impregilo per ogni azione Salini. L’operazione sarà sottoposta all’approvazione delle assemblee straordinarie degli azionisti di Impregilo e Salini nel mese di settembre ed è previsto che la stessa sia perfezionata al più tardi entro la fine del corrente anno, con efficacia dal 1 gennaio 2014.

Una nota congiunta spiega che “al fine di una migliore configurazione della struttura del patrimonio netto della società risultante dalla fusione medesima”, in occasione dell’approvazione della fusione da parte dell’assemblea straordinaria di Impregilo, quest’ultima sarà chiamata ad approvare la riduzione del capitale sociale di Impregilo da 718.364.456,72 a 500 milioni di euro, vale a dire per un importo pari a 218.364.456,72 euro, da destinare per 100 milioni a riserva legale e per 118.364.456,72 euro alla costituzione di una specifica riserva di patrimonio. Per effetto di tale riduzione, quindi, tenuto anche conto del fatto che le azioni Impregilo sono prive del valore nominale, non si procederà ad alcun annullamento.

Alla data di approvazione del progetto, precisa il comunicato, nessun soggetto detiene un numero di azioni ordinarie di Impregilo rappresentanti una partecipazione superiore al 2% del capitale sociale, fatta eccezione per la Salini, che risulta direttamente titolare dell’88,83% del capitale sociale ordinario di Impregilo e ne detiene, pertanto, il controllo di diritto. All’esito della fusione, Salini Costruttori salirà all’89,95% del capitale sociale. La fusione, sottolinea la nota, si inserisce nel quadro di un più ampio disegno industriale e strategico, promosso dal Gruppo Salini Costruttori nel 2011, volto alla creazione di un Campione Nazionale nel settore delle costruzioni di opere e infrastrutture complesse, dando vita ad un grande gruppo italiano, con azioni quotate sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana.

Piano industriale 2013-2016 di Salini Impregilo
I board hanno inoltre approvato il piano industriale 2013-2016 della nuova entità che nascerà dall’operazione. I ricavi consolidati cresceranno per circa il 16% per anno, raggiungendo un totale pari a 7,4 miliardi di euro nel 2016. Dall’attuale portafoglio ordini, pari a circa 20 miliardi di euro, deriveranno circa il 60% dei ricavi nel periodo di piano, così ponendo una base solida per l’espansione del business. Sono state stimate sinergie da integrazione derivante dalla fusione per quasi 100 milioni di euro a regime nel 2016. il piano prevede costi straordinari di circa 20-30 milioni di euro distribuiti tra il 2013 e il 2014. Anche tenendo conto delle sinergie, l’Ebitda dovrebbe crescere da 274 milioni di euro registrati nel 2012 (risultati consolidati pro-forma) per raggiungere 1 miliardo di euro nel 2016, con un margine pari ad oltre il 13,5%. L’Ebit aumenterà anch’esso in maniera significativa, raggiungendo nel 2016 un margine pari a circa il 9%. La gestione operativa sarà quindi in forte espansione e permetterà il finanziamento interno degli investimenti industriali, principalmente macchinari per l’operatività, che ammonteranno nell’arco del piano a circa 1,3 miliardi di euro, ovvero circa 325 milioni di euro all’anno mediamente. La gestione operativa e straordinaria permetteranno di raggiungere una posizione finanziaria netta positiva pari a 300 milioni di euro (net cash) nel 2016 prima della distribuzione dei dividendi. Nel periodo si stima che la raccolta ordini medio annuo sarà pari a 7,5 miliardi di euro, con un Book-to-Bill (rapporto: nuovi ordini/ricavi) costantemente superiore all’unita. Infatti, il portafoglio ordini dovrebbe crescere del 30% nel periodo per arrivare a circa 26 miliardi di euro a fine 2016.