Imperial Tobacco pronta a mettere sul piatto 13 miliardi di euro per Altadis

Inviato da Daniela La Cava il Mer, 18/07/2007 - 09:35
Anche nel settore del tabacco europeo si respira aria di M&A. Protagonisti dell'affare sono il gruppo ispano-francese Altadis e il britannico Imperial Tobacco. Secondo l'edizione on line del Wall Street Journal di martedì sera, il gruppo inglese sarebbe pronto ad offrire 13 miliardi di euro (circa 17,9 miliardi di dollari) per acquisire Altadis.
 
E con questa fusione Imperial Tobacco, che pochi minuti fa ha confermato la sua offerta, si candida a diventare un gigante sia in Europa sia nel mondo. A livello territoriale avrebbe una posizione dominante in diversi e importati Paesi europei, come la Francia, la Spagna, la Gran Bretagna, la Germania e anche in alcuni stati dell'Est. Ma per il gruppo britannico sarebbe anche l'occasione giusta per farsi largo anche in una nicchia di settore che sta crescendo rapidamente, vale a dire quella dei sigari, e che genera dei profitti maggiori di quelli che si posso ottenere dalle sigarette.

Dopo i due tentativi di offerta rifiutati (l'ultimo lo scorso aprile quando il gruppo aveva messo sul piatto 12 miliardi di euro), Imperial ci ha dunque riprovato, perfezionando l'offerta. E dopo aver ottenuto il consenso dal big ispano-francese, è arrivato anche il via libera all'affare dal consiglio di amministrazione di Altadis che ha consigliato ai propri azionisti di accettare l'offerta di 50 euro per azione, lo stesso prezzo del fondo lussemburghese CVC Capital Partners, che secondo il Wall Street Journal avrebbe ancora la possibilità di lanciare una nuova offerta.

Ma l'attrazione esercitata da Altadis deriva anche dall'"affare dei sigari". La società delle famose "Gauloises" possiede infatti il 50% di Habanos SA di Cuba, mentre il resto è nelle mani del Governo cubano. Un mercato, quello dei sigari, che vive dal punto di vista della produzione, del marketing e delle vendite, una vita separata da quello delle sigarette e che negli ultimi tempi ha mostrato un forte potenziale di crescita in Asia, Russia e nel Medio Oriente. 

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