Immobiliare Usa in crisi conclamata, si sgonfiano anche i prezzi nelle città

Inviato da Marco Barlassina il Mar, 29/05/2007 - 17:18
Cosa avviene quando un certo bene interessa sempre meno al mercato? I venditori si trovano costretti a ridurre il prezzo di quel bene per sostenerne la domanda. E' quanto sta avvenendo negli Stati Uniti per il mercato delle abitazioni, da oltre un anno in conclamata impasse, e che da oggi deve fare i conti con un nuovo segnale poco incoraggiante. L'indice S&P/Case-Shiller ha infatti registrato una contrazione su base annua dei prezzi delle abitazioni pari all'1,4%. La prima flessione anno su anno dal 1991. L'indice, creato da Standar & Poor's in collaborazione con due professori di economia di Yale, Karl Case e Robert Shiller, registra l'andamento dei prezzi che hanno riguardato le transazioni immobiliari nelle 20 maggiori aree metropolitane degli Stati Uniti. Un indice utilizzato anche per la costruzione di futures sul mercato immobiliare.
 

Nelle pieghe dell'indice si nasconde però anche un fattore psicologico. Non foss'altro per la presenza nella denominazione dell'indice del nome di uno dei maggiori esperti di bolle. Nel 2000, ossia due mesi prima dello scoppio della bolla azionaria di fine millennio, Robert Shiller aveva pubblicato un volume dal titolo "L'esuberanza razionale", una coincidenza che potrebbe essere sul punto di ripetersi. Risale infatti al 2005 la previsione di un crollo del mattone formulata dall'accademico.

Il -1,4% registrato dall'indice è relativo al dato sulle prime 20 città. Più pesante il passivo nelle 10 maggiori aree metropolitane, dove il calo è stato dell'1,9%. Le città che hanno evidenziato i maggiori cali nei prezzi delle abitazioni sono Detroit (-8,4%) e San Diego (-6%). In netta controtendenza Seattle, con un incremento pari al 10%, e Charlotte (+7,4%).
 
Il dato diffuso oggi è l'ultimo di una serie di indicatori poco ottimistici. La scorsa settimana la National Association of Realtors aveva reso noto che la media dei prezzi delle case esistenti nel solo mese di aprile aveva registrato una contrazione dello 0,8%. Ma anche i prezzi delle case nuove sono sottoposti a pressioni. Sempre settimana scorsa il Dipartimento del Commercio ha annunciato una contrazione dei prezzi medi dell'11% in aprile rispetto all'anno precedente, la maggiore flessione dal 1970. Le tensioni sul mercato immobiliare americano si registrano però anche a livello microeconomico. Non più di 7 giorni fa Toll Borthers, il maggior costruttore di abitazioni di lusso degli Usa, ha reso nota una diminuzione degli utili del 79 per cento nel trimestre chiusosi a fine aprile.
 
C'è poi un ulteriore fattore costituito dalla crisi dei prestiti subprime, che ha già portato a una maggiore rigidità dei criteri per la concessione di prestiti per l'acquisto di abitazioni ai creditori con minori garanzie.
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