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Immobiliare: crisi alle spalle, ma la risalita è lenta. Prezzi tornano a salire dal 2017 (Rapporto Nomisma)

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Il mercato immobiliare italiano si è lasciato alle spalle la pesante crisi degli ultimi sette anni ma la risalita sarà lenta e non priva di insidie. Incombono ancora i retaggi del passato e il loro smaltimento potrebbe generare contraccolpi negativi. Questo lo scenario che emerge nel terzo Osservatorio Immobiliare 2015 curato da Nomisma e presentato presso il Centro Congressi della Fondazione Cariplo. La presentazione è stata organizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo Private Banking.

Secondo i dati snocciolati oggi dall’istituto bolognese, il 2015 dovrebbe essere archiviato con prezzi medi delle case in contrazione del 2,8% (13 grandi città). Una modesta ripresa è attesa nel 2016, con i prezzi che dovrebbero mostrare +0,1%, mentre nel 2017 e 2018 si dovrebbe, invece, assistere a un’accelerazione più sostenuta rispettivamente dell’1,6% e del 2,5%.
Osservando le previsioni annuali delle compravendite di abitazioni il dato complessivo per il 2015 è di 442.546 (preconsuntivo), mentre per il 2016 e 2017 si attende un numero di compravendite rispettivamente pari a 478.590 (+8,1%) e 507.919 (+6,1%).
Segnali miglioramento mercato immobiliare, sostenuto da macro più favorevole
Si rafforzano i segnali di miglioramento del mercato immobiliare, che si erano delineati a partire dalla seconda parte del 2014, anche grazie ad un quadro macroeconomico sicuramente più favorevole, seppur non in presenza di dinamiche certo eclatanti. Nomisma stima infatti che per ottenere un recupero dei livelli di Pil procapite ante-crisi si dovrà attendere il 2026, a fronte di una crescita annua dell’1,5%.
“Il cambiamento degli indicatori di sentiment e di quelli reali ha avuto un immediato riflesso in ambito immobiliare, portando ad un consistente incremento delle manifestazioni d’interesse all’acquisto”, sottolinea l’istituto bolognese nel rapporto presentato oggi.  Una domanda che si può concretizzare per circa il 75% delle famiglie italiane solo attraverso il sostegno economico da parte delle banche. Le condizioni macroeconomiche indubbiamente favorevoli non sono assolutamente sufficienti “per alimentare un percorso di risalita non assistita” secondo Nomisma.
La risposta del sistema bancario all’impennata delle richieste non è mancata. L’incremento delle erogazioni per l’istituto bolognese è risultato eclatante “seppur di gran lunga inferiore rispetto ai dati diffusi anche da autorevoli istituzioni nel corso dell’anno“. È interessante notare come le surroghe e sostituzioni sul totale dei mutui abbiano visto passare la loro incidenza dal 7,5% (2014) al 26% (2015), ridimensionando il sostegno netto al settore immobiliare.
La quota di transazioni senza ricorso al credito è scesa al di sotto del 45%, a fronte di un aumento complessivo del mercato residenziale (orizzonte 2014/2015) del 6%. Il ritrovato canale creditizio è quindi – per Nomisma – “il principale driver alla base delle ottimistiche aspettative di rilancio”. Nello specifico, il capitale erogato alle famiglie per i mutui nei primi sei mesi del 2015, al lordo delle iniziative di portabilità, è stato di 17,3 miliardi di euro con un incremento di 53 punti percentuali sul primo semestre del 2014 e di 34 sul semestre precedente. Per la seconda parte dell’anno le previsioni ammontano a 21 miliardi di euro.