Immobili, compravendite abitazioni in calo nel 2011, tengono le grandi città

Inviato da Redazione il Ven, 11/05/2012 - 14:26
Anche il mercato immobiliare italiano risente della difficile situazione in cui versa la congiuntura. È quanto emerge dal Rapporto Immobiliare 2012, studio realizzato dall'Agenzia del Territorio in collaborazione con l'Abi sull'andamento del mercato immobiliare delle abitazioni nel 2011. Dall'analisi emerge che lo scorso anno si è registrato in Italia una riduzione dei volumi di compravendita delle abitazioni a 603.176 (numero delle transazioni normalizzato), in calo del 2,3% rispetto al 2010, con una flessione inferiore per i capoluoghi (-0,6%) e maggiore nei comuni non capoluoghi (-3,1%). Dal documento emerge inoltre che nel corso del 2011 sono state vendute abitazioni per un totale di circa 62 milioni di metri quadrati (-1,5% rispetto al 2010) con una superficie media per unità abitativa compravenduta pari a 103 metri quadri circa.
La quotazione media è stata pari a 1.584 euro al metro quadro, in leggero aumento rispetto al 2010 (+0,7%) e di simile entità sia nei capoluoghi sia nei comuni minori. Il valore di scambio complessivo stimato nel 2011 è sostanzialmente stabile (-0,4%) rispetto al 2010 ed è pari a circa 101,8 miliardi di euro; è in aumento nei capoluoghi, +0,9%, e in calo nei comuni minori (-1,4%). In controtendenza l'andamento del mercato residenziale nelle otto principali città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze). Nel 2011 si è registrata una crescita delle compravendite del 2,4%. Il "fatturato" stimato è pari a circa 25,2 miliardi di euro, con un aumento del 3,2% rispetto al 2010.
Sempre in terreno positivo l'indice di affordability. Secondo le elaborazioni dell'ufficio studi Abi questo indice evidenzia che la famiglia media italiana è in grado, grazie all'ausilio del mutuo bancario, di accedere all'acquisto di una casa media. Tale possibilità si riduce solo lievemente nel 2011 rispetto al 2010. L'Abi evidenzia che la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l'acquisto di una casa è, infatti, di poco superiore al 50% come per il primo semestre 2010 (13 milioni di famiglie circa, dopo aver toccato il minimo nel 2008 quando la quota di famiglie in grado di acquistare una casa era intorno al 46%).
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