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Ilva: Mise, procedura gara non consente fase di rilancio

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Il procedimento per il trasferimento dei complessi industriali di Ilva, come anche confermato dall’Avvocatura dello Stato, non prevede e non consente una fase di rilancio delle sole offerte economiche presentate e una determinazione in tal senso sarebbe pertanto illegittima. E’ quanto riportato da una nota del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise). Una eventuale fase di rilancio, prosegue il Mise, presupporrebbe una determinazione ministeriale con l’indicazione di dare corso ad una nuova fase competitiva estesa a tutte le componenti delle offerte stesse, con la presentazione quindi non solo di una nuova offerta economica ma anche di nuovi piani industriali e piani ambientali.
Il Mise asserisce quindi che una simile prospettiva risulta oggi incompatibile con i tempi imposti dalla vigente legislazione per l’attuazione del piano ambientale con la contestuale prosecuzione dell’attività produttiva di ilva e richiederebbe pertanto un nuovo intervento normativo.

Il Dl 191/2015 prevede una articolata procedura di approvazione del nuovo DPCM che richiede oltre 100 giorni e che deve concludersi necessariamente entro il 30 settembre 2017. All’approvazione del nuovo DPCM è correlata la possibilità di un differimento del termine di completamento degli interventi ambientali attualmente fissato al 30 giugno 2017 , consentendo così la prosecuzione dell’attività produttiva di Ilva anche dopo tale data nelle more del completamento degli interventi stessi. Tale termine opera anche ai fini dell’utilizzo da parte della procedura di amministrazione straordinaria e/o del soggetto aggiudicatario dei beni sequestrati dall’autorità giudiziaria di Taranto.