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Il Re dei Bond presenta la sua doppia scommessa e avverte trader contro bolla in corso

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E’ long sull’iShares MSCI Emerging Markets ETF ed è short sull’SPDR S&P 500 ETF. Jeff Gundlach, amministratore delegato di DoubleLine Capital, tra i guru più ascoltati di Wall Street tanto da meritarsi l’appellativo di “Re dei Bond”, ha dispensato nuovi consigli agli investitori nel corso della Conferenza organizzata dalla Sohn Foundation, e intervenendo in una discussione sul filosofo Friedrich Nietzche e, anche, all’arte del 20esimo secolo. Temi non proprio finanziari, a cui Gundlach ha partecipato, riuscendo di nuovo a dire la sua sulle strategie di investimento. Tanto da definire il quadro “Notte” di Max Beckmann “un ritratto sui gestori azionari che sono long solo sugli Usa”. 

Il manager ha affermato di ritenere che le valutazioni dell’azionario Usa sono sopravvalutate sulla base di diversi parametri, uno dei quali è il rapporto tra la performance dello S&P 500 e il Pil Usa, balzato ai massimi storici e a un valore superiore anche a quello registrato ai tempi della bolla dot-com.

In un contesto in cui Wall Street continua a puntare verso l’alto, ha detto, è meglio dare uno sguardo all’estero, anche facendo riferimento alle indicazioni che arrivano dallo Shiller CAPE, che non sono di buon auspicio per l’azionario Usa.

Successivamente, nel corso di un’intervista rilasciata alla Cnbc, Gundlachha sottolineato che una delle ragioni per cui le quotazioni dello S&P 500 versano in una condizione eccessiva di ipercomprato risiede nei flussi indiscriminati verso tutti i titoli azionari originati dagli strumenti di investimento passivo, responsabili di aver portato ogni indice settoriale a balzare al di sopra del suo fair value.

Per il 2017, Gundlach crede che i mercati emergenti riporteranno una performance migliore rispetto a quella di Wall Street, motivo per cui è short sull’SPDR S&P 500 ETF, mentre invece è long sui mercati emergenti.

“Non preoccupatevi della forza del dollaro”, ha affermato, aggiungendo di non essere d’accordo con coloro che affermano che il rafforzamento del dollaro provocato dalle strette monetarie della Fed finirà per andare a detrimento dei ritorni dei mercati emergenti. 

A suo avviso gli emergenti sono più appetibili anche rispetto all’azionario europeo.

“L’Europa è più popolare, ma credo che gli EM abbiano un maggiore potenziale di rialzo rispetto a qualsiasi mercato europeo”.

Il guru non si è fermato qui e ha fatto notare che “quando i mercati emergenti battono la performance dello S&P 500, l’investimento attivo outperforma lo S&P 500”.

E se ciò avvenisse, sul mercato si verificherebbe un forte cambiamento, visto che per anni, i gestori attivi hanno fatto peggio dell’indice benchmark. Da una ricerca di Bank of America Merrill Lynch è emerso che nel 2016, per esempio, soltanto il 19% dei gestori attivi di titoli di società a larga capitalizzazione ha segnato risultati migliori dello S&P 500.

A tal proposito, Gundlach ha definito l’investimento passivo una “bolla” e anche una leggenda, (che praticamente non esiste nella realtà),. nel senso che i gestori comunque decidono anche in questo caso quali azioni sono incluse negli indici di riferimento; motivo per cui, a suo avviso, sarebbe arrivato il momento, per gli investitori, di lasciarsi alle spalle i fondi indicizzati.

Il Financial Times ha fatto notare che la strategia di Gundlach ha iniziato già a garantire ritorni, con i guadagni dell’ETF sugli emergenti dall’inizio dell’anno pari a +14,7%, a un tasso doppio rispetto a quelli dell’ETF sullo S&P 500.