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Ifil va dritta per la sua strada, buone nuove su Rinascente

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Ifil va dritta per la sua strada. Il titolo della finanziaria di Fiat lascia sul campo lo 0,50%, scambiando a quota 2,7950 euro. La corsa su Rinascente è entrata nel vivo. Firmate le lettere di confidenzialità, Lazard, advisor di Eurofind, dovrebbe inviare questa settimana ai soggetti interessati gli information memorandum. Si sarebbero presentati all’appello 20 soggetti. Ma la procedura viaggia su due binari separati e a velocità differenti dopo che i due soci hanno deciso di dividere il business in due. Da una parte sotto il cappello della neonata Società italiana di distribuzione moderna ci sono le attività alimentari di Sma e degli Iper, altre il 51% della Gallerie commerciali e alla jointventure con Leroy Merlin. Dall’altra con il vecchio nome di Rinascente ci sono i megastore e l’Upim. La parte alimentare è oggetto di una trattativa con Auchan, che già da un anno ha fatto presente agli Agnelli la disponibilità a rilevarne il controllo. Si tratta ora di definire il prezzo e il passaggio di mano potrebbe avvenire in tempi brevi. Più complesso il destino del tessile, per i quali stanno fioccando i pretendenti. Le trattative su questo versante si dovrebbero chiudere entro il primo trimestre 2005. Timing a parte questa cessione porterebbe un malloppo sostanzioso nelle tasche di Ifil a sentire un analista di una primaria banca milanese. Sul mercato si parla di un valore che si aggirerebbe intorno a 1,7-1,8 miliardi di euro. “Se confrontiamo il Nav di Ifil al Nav di Rinascente risulterebbe un valore di 3,4 euro per azione contro un valore del titolo in Borsa a 2,8 euro”, dice l’esperto. Ma non tutti sono d’accordo. “Le holding trattano notoriamente a sconto. E Ifil è una realtà, che è sempre stata un po’ penalizzata dal mercato”, spiega un esperto.