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Ifi-Ifil: i fondi ribadiscono il proprio no alla fusione

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I fondi ribadiscono che la fusione Ifi-Ifil, così come è stata costruita, non è fair per gli azionisti privilegiati di Ifi. E a sostegno della loro tesi, allegano un recente studio pubblicato da RiskMetrics, uno dei principali proxy advisor indipendente il cui giudizio sull’operazione varata da casa Agnelli è severo. Al punto da raccomandare agli investitori di votare “contro” la fusione tra le due holding in occasione degli appuntamenti societari del primo e del 2 dicembre, quando sono state convocate rispettivamente le assemblee straordinarie e ordinarie dei soci Ifil e Ifi, e l’assemblea speciale dei cosi privilegiati di Ifi. C’è da dire, in proposito, che un esito che vada a rimettere in gioco il progetto di integrazione appare oggi molto improbabile, dato il rafforzamento dell’accomandita della famiglia torinese, la Giovanni Agnelli & C Sapa, in Ifi, dove ha raggiunto il 71,82% del capitale che equivale a circa il 35% del capitale privilegiato.