Ifi-Ifil alle prese con la rottura del patto fiduciario

Inviato da Marco Barlassina il Gio, 31/05/2007 - 16:50
Dove può andare ad impattare la mancanza di unità all'interno della famiglia Agnelli?  La citazione in giudizio da parte di Margherita Agnelli de Pahlen di Franzo Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Siegfrid Maron, quali mandatari e gestori del patrimonio personale dell'avvocato Gianni Agnelli, per non aver fornito tutte le informazioni richieste in merito al patrimonio ereditato potrà aprire una nuova frattura nella dinasty italiana?
 
Occorre ricordare che a Margherita, figlia dell'Avvocato, era andato l'asse ereditario complessivo, secondo le volontà generali indicate nei tre testamenti. La società Dicembre, che racchiudeva la fetta più consistente della Giovanni Agnelli & C. Sapa, era invece andata ai tre fratelli Elkann, appunto John Philip, Lapo, Ginevra, e alla moglie dell'Avvocato, Marella Caracciolo di  Castagneto.
 

Si potrebbe ritenere verosimilmente che si tratti di una questione legale interna alla famiglia Agnelli che "non riguarda né direttamente né indirettamente la Fiat e non ha alcuna conseguenza sull'azienda" come ha detto il  presidente del Lingotto, Luca di Montezemolo. Per capire però quali possano essere le ricadute della mancanza di unità in seno alla famiglia occorre fare un passo indietro. Tanto più che le ipotesi di un riassetto delle partecipazioni e della struttura di Ifi-Ifil non sono certo una novità, e anzi si sono susseguite fin dai giorni successivi alla morte dell'Avvocato nel 2003. Nell'aprile 2006 un fiorire di indiscrezioni aveva addirittura indotto la Consob a richiedere la diffusione di un comunicato in cui Ifi aveva poi chiarito l'assenza di iniziative per un riassetto.

I dieci rami della famiglia sono rappresentati nella Giovanni Agnelli & C. Sapa, l'accomandita che controlla il 100% del capitale ordinario di Ifi. Non una cosa di poco conto se si considera che proprio attraverso la stessa Ifi l'Accomandita controlla (secondo dati Consob) oltre il 71% di Ifil, altra holding in cui sono racchiuse partecipazioni di tutto rilievo, prima tra tutte il 30,45% di Fiat Group, ma anche il 2,45% di Intesa Sanpaolo, il 100% di Alpitour, il 48,88% di Sequana Capitale, il 9,66% di Banca Leonardo, fino al 60% della Juventus.

E proprio in Ifi convergono le parti coinvolte nella vicenda giudiziaria balzata alle cronache in queste ore. Il figlio di Margherita Agnelli, John Philip Elkann, ricopre infatti la carica di presidente del consiglio di amministrazione, affiancato nel ruolo di consiglieri proprio da due dei personaggi chiamati in giudizio dalla madre e storici collaboratori dell'Avvocato: Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti, che fino a pochi mesi fa è stato il mentore del giovane rampollo di casa Agnelli.

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