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Idea CIR (Conti Individuali di Risparmio) per riavvicinare le famiglie ai BTP

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La fuga dai Btp non è solo degli investitori esteri e il governo ridare slancio alla voglia degli italiani di puntare sui titoli di Stato del nostro paese.  Per questo il governo starebbe pensando alla mossa a sorpresa di inserire i CIR, acronimo di Conti Individuali di risparmio nella prossima legge di bilancio in modo che possano entrare in vigore già dal prossimo anno andando a rimpinguare la quota di BTP nei portafogli delle famiglie italiane.

La Lega cerca l’antidoto anti spread. La proposta era stata annunciata dal sottosegretario leghista, nonché fidato consulente di Matteo Salvini Armando Siri. “Se l’Italia è un paese che ha oltre 5 mila miliardi di risparmi privati non ha bisogno di dare all’esterno i suoi titoli di stato”, aveva detto Siri come riporta Il Foglio che continua:  “Oggi 780 miliardi di titoli sono nelle mani di operatori speculativi che hanno la possibilità di fare salire e scendere lo spread. Noi vogliamo ridurre i margini di manovra di questi operatori e riportare in Italia l’investimento sul debito pubblico”. Una dichiarazione che è passata in sordina mentre in realtà i tecnici del Carroccio stavano mettendo a punto il provvedimento di legge che potrebbe entrare direttamente del DEF. Prima però occorre, cosa non da poco, il via libera del ministro dell’economia Giovanni Tria. Un iter legislativo ben preciso insomma.

Dall’introduzione dell’euro, stando ai dati di Dws (Deutsche Asset & Wealth Management), il debito pubblico finanziato con le emissioni di BTP è aumentato da 1.180 miliardi a 1.995 miliardi di euro. Di questo aumento, le banche centrali hanno acquistato bond italiani per un valore di 314 miliardi, le istituzioni finanziarie e banche italiane hanno fatto acquisti per 417 miliardi e gli investitori stranieri hanno aumentato la loro esposizione di 373 miliardi di euro. Gli altri investitori italiani, praticamente famiglie e imprese, hanno invece ridotto i loro investimenti in BTP di 289 miliardi.

Cosa sono i CIR e che finalità avranno

I CIR sono uno strumento potenzialmente in grado di rivoluzionare il mercato del risparmio italiano e soprattutto da una parte rispondere all’esigenza di stabilità degli istituti di credito. Il sottosegretario Armando Siri aveva parlato della possibilità di dirottare il risparmio degli italiani a sostegno del debito pubblico con i CIR: i risparmiatori e le famiglie che investiranno in Btp attraverso un CIR potranno godere di vantaggi fiscali che aumenteranno il rendimento implicito dell’investimento. Per godere dei benefici i titoli dovranno essere mantenuti in portafoglio fino alla scadenza e i gestori non potranno scommettere al ribasso contro il debito pubblico (lo short selling). Nella relazione allegata alla bozza di ddl in circolazione si legge: “La presente proposta di legge ha una duplice finalità: l’apertura del mercato dei titoli di Stato e similari a maggiori investimenti domestici e l’introduzione nell’economia reale nazionale di capitale che possa aumentare gli scambi di beni e servizi, accrescendo così il Pil, il connesso gettito fiscale e il benessere dei cittadini”. E ancora: “Quest’opera di bilanciamento tra obiettivi di politica economica ed esigenze di tutela del risparmiatore viene realizzata attraverso la creazione del conto individuale di risparmio (Cir), un innovativo strumento di investimento in titoli di Stato e in titoli similari, a disposizione di qualunque persona fisica residente in Italia…..Stante la loro finalità di favorire maggiori investimenti domestici, i Cir sono utilizzati allo scopo di investire in titoli individuati dal ministero dell’Economia e delle Finanze purché emessi a partire dal primo gennaio 2019”.

Le caratteristiche

I CIR verranno distribuiti da intermediari specializzati (italiani o con struttura stabile in Italia) ai privati cittadini che ne facessero richiesta. Essi devono essere persone fisiche residenti in Italia e ogni soggetto può investire fino a 30 mila euro all’anno per un massimo di 900 mila euro. Sono quattro le categorie di prodotto previste, ognuno con proprie specifiche peculiarità: Cir ordinario, Junior Cir, Cir lavoro dipendente e Cir Tfr.

Il vantaggio che troveranno i cittadini nello sottoscrivere i CIR è fiscale: rendimenti esentasse, credito d’imposta annuo pari al 3,5%, esenzione dall’imposta di donazione e successione a patto che le somme restino vincolate almeno per 18 mesi. Infine i CIR sono impignorabili e non sottoponibili a sequestro e inoltre sarà vietata la vendita allo scoperto dei titoli.