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Ict: Italia al 52esimo posto al mondo, dietro a Montenegro e Oman

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“Il settore del Information e Communication Technology (Ict) ha enormi potenzialità di crescita che possono andare a vantaggio dei cittadini e delle aziende, ma l’Italia è rimasta indietro e deve assolutamente recuperare il terreno perduto visto che oggi è al 52esimo posto al mondo per penetrazione dell’Itc, dietro al Montenegro o all’Oman”. È quanto emerso dal secondo incontro di “Economia sotto l’ombrellone”. La situazione italiana è particolarmente arretrata rispetto alla media europea: solo il 52% delle famiglie italiane è connessa a internet, contro il 70% della media europea e il 90% dei Paesi più avanzati del Nord Europa. Ancora peggiore, se possibile, la situazione delle aziende per le quali il previsto aumento di circa 500 milioni di euro degli investimenti in Ict, riguarda al 95% le grandi aziende, mentre le Pmi (che sono circa il 98% delle imprese italiane) raggiungeranno solo 5% degli investimenti complessivi. Infine, il cloud, che è una delle nuove frontiere dell’Ict, rappresenta solo il 3% degli investimenti delle aziende italiane in tecnologie informatiche. Semplicemente drammatica sembra poi la situazione delle pubbliche amministrazioni per le quali solo recentemente si è cominciato a prevedere un aggiornamento costante delle tecnologie Ict. Secondo gli esperti dell’Agenda digitale italiana, un adeguamento dell’Italia agli standard più avanzati di Ict comporterebbe un aumento di almeno 1,5 punti di Pil.