Ibm riporta il Dow a 14mila, resta l'ombra dei subprime

Inviato da Marco Barlassina il Gio, 19/07/2007 - 17:11
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Quotazione: MICROSOFT CORPORATION

L'indice Dow Jones ha riagguantato nel pomeriggio i 14mila punti toccati per la prima volta nella storia lo scorso martedì. Il rialzo è però strettamente legato alla performance di Ibm, il titolo più pesante all'interno del paniere, arrivato a sfiorare un rialzo di 5 punti percentuali dopo la presentazione della sua trimestrale più forte dal 2002 che ha visto una crescita degli utili del 12%. L'azione è così salita al livello più alto degli ultimi 6 anni a 116,48 dollari.

 

Tutto il mondo dell'informatica in borsa appare in fermento. Sempre a New York, Hewlett Packard segna un rialzo vicino ai tre punti percentuali, mentre in Europa la tedesca Sap, produttrice di software aziendali, guadagna il 7%, anch'essa grazie a una inaspettata crescita dei profitti trimestrali dell'8%. L'entusiasmo è atteso a una prova nella notte quando verranno diffuse le trimestrali di altri colossi quali Google e Microsoft.

 

Permane tuttavia un alone di preoccupazione attorno all'evoluzione della crisi dei mutui subprime. Nella sua seconda giornata di audizione presso il Congresso, il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha ulteriormente rincarato la dose sulle prospettive dopo gli allarmi già lanciati ieri. "E' evidente che ci saranno delle perdite", ha detto oggi Bernanke, quantificandole in circa 100 miliardi di dollari. Ieri aveva detto di stimare che una crisi immobiliare più lunga del previsto stava pesando per lo 0,25% sulla crescita americana.

 

Anche oggi il comparto delle banche commerciali resta così tra i più deboli a Wall Street. Ieri Bear Stearns ha dovuto inviare una lettera ai propri clienti in cui ha chiarito che il valore di uno dei suoi fondi hedge maggiormente esposti verso i titoli originati da mutui subprime era stato praticamente azzerato e dopo che si erano diffusi rumor (smentiti) secondo cui anche Lehman Brothers si sarebbe apprestata a iscrivere perdite a causa dei mutui. Il rischio con cui il mercato fa i conti è comunque quello di una diffusione sistemica della crisi. Le grandi banche commerciali che non hanno ancora avuto impatti nei loro bilanci potrebbero averne in futuro. Non è un caso che la stessa Jp Morgan abbia triplicato i fondi destinati a riserva a fronte dei prestiti in sofferenza.

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