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I 5 fattori che influenzeranno gli investimenti nel 2019 e le tre strategie per affrontarli

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Cinque i fattori che influenzeranno gli investimenti nel 2019 secondo Andrew Milligan, Head of Global Strategy di Aberdeen Standard Investments che delinea anche tre strategie per affrontarli al meglio in cui la parola d’ordine in un contesto di elevata volatilità è la diversificazione.

I cinque fattori che influenzeranno gli investimenti nel 2019

Il primo fattore che detterà le scelte degli investitori nell’anno che verrà è la crescita positiva dell’economia mondiale. “Una recessione degli Stati Uniti rimane improbabile fino a quando non si attenuerà l’impatto degli stimoli fiscali” dice l’analista “quindi prevediamo un rallentamento della crescita nel 2020/21”. Nel 2019 inoltre, dopo un periodo di relativa tranquillità per i mercati nel 2017, gli analisti si attendono “una correzione delle azioni globali nel corso del 2019 ma” continuano “crediamo che le quotazioni azionarie si riprenderanno poiché le prospettive degli utili aziendali rimangono positive, anche se i margini sono sotto pressione”.

Nel 2019 a farla da padrone anche sui mercati le tensioni politiche. Gli analisti seguono con attenzione la guerra commerciale bilaterale tra Stati Uniti e Cina affermando che “qualsiasi eventuale escalation nel commercio tra Stati Uniti e Cina potrebbe influenzare le tariffe e, in un mondo di scambi integrati, anche la fiducia delle imprese”. Anche la politica monetaria avrà il suo effetto. In particolare la divergenza nel ritmo della stretta monetaria metterà sotto pressione alcuni mercati sviluppati ed emergenti e favorirà la volatilità delle valute. “Un dollaro più forte” sottolinea l’analista “significa che la vita diventerà più difficile per le economie emergenti che prendono a prestito in dollari”. Infine occhi puntati sulla Cina e su alcuni interrogativi importanti. “Come evolverà la sua relazione con gli Stati Uniti e quale sarà l’entità dello stimolo politico a sostegno della propria crescita? Se gli Stati Uniti dovessero adottare un approccio molto più rigido verso la Cina, questo impatterebbe non solo il commercio, ma anche il trasferimento di tecnologia, lo spionaggio industriale, l’influenza della Cina sui vicini asiatici attraverso l’iniziativa “One Belt One Road” e persino l’equilibrio del potere nel Pacifico”.

Le tre strategie da mettere in atto

Individuati i fattori che influenzeranno gli investimenti è bene anche specificare quali strategie attuare per affrontarli. In primis occorre investire la liquidità. “Gli investitori possono inoltre utilizzare livelli di liquidità relativamente elevati per stabilizzare i portafogli, così da poter reagire alle vendite sul mercato e acquistare attività solide e convenienti quando si manifestino fattori di crescita” dice l’analista che continua: “Privilegiamo mercati con valutazioni interessanti e attivi che beneficiano di solidi flussi di cassa”. Seconda strategia è adottare un approccio selettivo, privilegiando le azioni statunitensi, europee, dei mercati emergenti e quelle giapponesi. “I mercati emergenti hanno prezzi ragionevoli, con alcuni, come la Cina, molto più convenienti rispetto allo scorso anno. Anche la ripresa ciclica del Giappone, la stabilità politica e il miglioramento degli standard di governance sono interessanti. Poiché la dispersione tra vincitori e perdenti aumenta in un mercato volatile, la selezione attiva dei titoli sarà ancora più critica”. Infine parola d’ordine è diversificare attraverso un ampliamento delle classi di attivi attenuerà la volatilità di portafoglio, controbilanciando alcuni rischi. Così ad esempio può risultare interessante combinare titoli azionari diversificati, debito emergente, Treasury USA protetti dall’inflazione e real estate europeo, il che fornirà una certa stabilità ai portafogli.