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HP in difficoltà per il calo delle vendite di pc, tagliate previsioni per il 2013

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Hewlett-Packard (HP), il secondo maggior produttore di computer al mondo, soffre della debole domanda di pc. Il gruppo di Palo Alto ha infatti rivisto al ribasso le sue previsioni per l’intero esercizio, portandole sotto le attese del mercato, dopo aver riportato una trimestrale non proprio brillante. Una notizia, diffusa ieri a mercato chiuso, che ha affossato subito il titolo nella sessione after-hours: l’azione HP ha segnato un calo di quasi 8 punti percentuali.  
HP si aspetta per il quarto trimestre dell’esercizio fiscale (che terminerà a fine ottobre) un utile per azione rettificato compreso tra 0,98 e 1,02 dollari, contro un consensus di 1,01 dollari. L’intero esercizio fiscale dovrebbe invece chiudersi con un utile per azione di 3,53-3,57 dollari (consensus 3,57 dollari), e non più a 3,50-3,60 dollari, come precedentemente previsto dalla società. Complice il calo della domanda di computer e il cambio di preferenze dei consumatori verso smartphone e tablet.
HP ha cercato di correre ai ripari e attenuare l’impatto del mercato operando tagli ai costi e concentrandosi su aree più redditizie. Nel trimestre appena concluso, il gruppo ha ridotto le spese del 34% a 25,37 miliardi di dollari dai 38,5 miliardi di un anno fa. Ma il crollo del settore dei computer continua a pesare sui risultati. Le vendite di pc in tutto il mondo sono scese dell’11% nel periodo aprile-giugno, secondo i dati della società di ricerca Gartner. E il settore sta vivendo il più lungo calo nella sua storia.
Uno scenario che si riflette inevitabilmente sui risultati societari. Nel terzo trimestre fiscale, Hewlett-Packard ha riportato ricavi pari a 27,2 miliardi di dollari, in calo dell’8% rispetto al corrispondente periodo del 2012 e poco sotto le stime degli analisti ferme a 27,3 miliardi. L’utile netto si è attestato a 1,39 miliardi di dollari, ossia 0,71 dollari per azione, in miglioramento rispetto al rosso dell’anno prima (su cui però pesava una posta straordinaria di circa 8 miliardi). Su base rettificata l’utile netto per azione è stato pari a 0,86 dollari, centrando le attese del mercato.