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Hi-tech sotto attacco, la zampata dell’orso tramortisce i FAANG

Si mette davvero male per queste azioni, dopo un ottobre da incubo, che ha portato il Nasdaq Composite a crollare del 9,2% e a soffrire così il tonfo peggiore dal …

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Titoli hi-tech colpiti sempre di più dalla zampata dell’orso. Nuovi pesanti sell off si sono abbattuti ieri a Wall Street, e a farne le spese sono stati ancora una volta i FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google), ma non solo. Il titolo Nvidia, per esempio, ha continuato a capitolare, come molte altre azioni che fanno parte del settore hi-tech.

E’ sui FAANG che l’attenzione degli operatori continua in ogni caso a rivolgersi, in quanto termometro del sentiment nei confronti del settore tecnologico.

E il punto è che, nella sessione di ieri, tutte e cinque le azioni del ben noto acronimo hanno chiuso in mercato orso, dunque a valori – secondo la definizione di mercato orso – inferiori del 20% dai massimi testati nelle ultime 52 settimane.

La notizia non sorprende, visti gli smobilizzi che si sono accaniti contro le cinque ormai ex grandi scommesse nel corso delle ultime sei settimane, e che sono stati alimentati da risultati di bilancio deludenti e outlook poco convincenti.

Tutte e cinque le azioni hanno perso una capitalizzazione di mercato di quasi $1 trilione dai record delle ultime 52 settimane.

In particolare Facebook, è precipitata a un nuovo minimo dell’anno continuando a scontare le indiscrezioni del New York Times secondo cui il numero uno Mark Zuckerberg e il chief operating officer Sheryl Sandberg avrebbero deliberatamente ignorato i campanelli di allarme sulla privacy, cercando anche di nascondere le responsabilità del social network nei casi delle interferenze russe nelle elezioni Usa e nello scandalo di Cambridge Analytica.

Facebook sarebbe stata coinvolta anche in una campagna di calunnie contro il finanziere George Soros.

Amazon ha, dal canto suo, continuato a perdere terreno dopo l’outlook diramato lo scorso 25 ottobre, che è risultato peggiore delle aspettative. Apple ha pagato le indiscrezioni del Wall Street Journal, secondo cui il colosso avrebbe tagliato gli ordinativi per i prodotti iPhone XR, XS e XS Max. Netflix e Alphabet sono scese continuando a scontare il sentiment negativo sui FAANG.

Si mette male per i titoli hi-tech, dopo un ottobre da incubo, che ha portato il Nasdaq Composite a crollare del 9,2% e a soffrire così il tonfo peggiore dal novembre del 2008.

L’effetto domino sugli altri mercati è stato immediato, se si considera che il comparto è stato attaccato dai sell off anche in Asia.

Sotto pressione soprattutto i titoli dei fornitori di Apple dopo i rumor del Wall Street Journal. Giù a Taiwan le quotazioni di Hon Hai Precision, meglio noto come Foxconn, che ha perso più del 3%. E’ riuscito a contenere le perdite ma ha terminato la sessione in rosso Pegatron, società che si occupa dell’assemblaggio degli iPhone.

In Giappone, sell sul produttore di componenti per prodotti elettronici TDK, mentre Nintendo è scivolata di quasi -6%.

A Seoul i titoli Samsung Electronics e SK Hynix hanno scontato un articolo del Financial Times, secondo cui le autorità cinesi avrebbero accusato le due società e Micron Technology di violazione di leggi antitrust.

La Cina sarebbe tra l’altro orientata ad approfondire le indagini contro i tre gruppi, tra i produttori di memory-chip più grandi al mondo. A Hong Kong, smobilizzi su Tencent, caduta più del 3%.

E l’effetto domino non ha risparmiato i listini azionari europei e Piazza Affari, che paga però piuttosto il balzo dello spread e i sell off conseguenti sulle banche. Quadro preoccupante anche per l’azionario europeo che precipita al minimo delle ultime tre settimane, zavorrato dalle banche, dai titoli hi-tech e auto.