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Hewson (Cmc Markets): gli Eurobond sono davvero la soluzione della crisi?

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Tra le proposte per risolvere la crisi del debito europeo, l’emissione di Eurobond è quella che ha ricevuto il maggiore apprezzamento dai mercati e dai paesi periferici. Opposizione netta, per contro, da parte della Germania. Può la “mutualizzazione” del debito europeo essere davvero l’Uovo di Colombo della crisi? Michael Hewson di Cmc Markets avanza qualche dubbio in proposito.

“A parte il fatto che gli Eurobond non rispetterebbero i termini del trattato di Lisbona e sarebbero pertanto illegali – esordisce l’analista , per essere implementati dovrebbero trovare l’approvazione di tutti gli stati membri dell’Ue”. Già di per se questo è un obiettivo difficile da raggiungere. Si aggiunga inoltre che “in cambio della mutualizzazione dei debiti Bruxelles chiederebbe di poter supervisionare i budget fiscali di tutte le nazioni dell’Unione, incluso il Regno Unito”. Richiesta giustificata ma che troverebbe una fortissima opposizione.

Oltre a queste ragioni politiche secondo Hewson gli Eurobond avrebbero l’effetto di “abbassare il costo del debito in tutta Europa ma non necessariamente si tradurrebbero in una soluzione dei problemi. Questi derivano infatti da un mercato del lavoro frammentato e da forti squilibri tra le economie del nord e del sud Europa. Oltre a ciò, mentre i paesi periferici vedrebbero scendere il rendimento chiesto dal mercato per finanziarli, per la Germania il costo del debito salirebbe sostanzialmente”.

Uno scambio che i tedeschi non sono certo disposti ad accettare. “Qualsiasi soluzione – conclude Hewson – potrà funzionare solo se la Germania permetterà all’inflazione di salire, alla disoccupazione di crescere, in altri termini se diventerà meno competitiva rispetto alle altre nazioni europee. La domanda che gli investitori devono porsi è quanta probabilità ci sia che la Germania permetta questo riequilibrio. La risposta a questa domanda, insieme alla richiesta di riforme fiscali e del mercato del lavoro nel resto dell’Eurozona determineranno, in ultima analisi, se l’euro potrà sopravvivere o meno nella sua attuale configurazione”.