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Hewlett-Packard, risultati in calo. La speranza si chiama Ultrabook

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Utile netto in calo per Hewlett-Packard, che ha pubblicato ieri nell’aftermarket i suoi risultati trimestrali. Nel periodo terminato lo scorso 31 ottobre, il colosso dell’hi-tech ha riportato un risultato di 239 milioni di dollari, ben il 91% in meno, ma comunque sopra le attese degli analisti, che aspettavano un utile per azione escluse le voci straordinarie di 1,13 dollari, a fronte degli effettivi 1,17. Anche i ricavi sono scesi del 3% nel trimestre, a 32,1 miliardi, in linea con le attese.
A pesare sul gruppo sono stati i costi della ristrutturazione, e le perdite della divisione PC (il 2% annuo), mantenuta dopo aver valutato per qualche tempo una sua cessione. Male la divisione stampanti (con margini calati di circa il 2%),  e servizi (-0,8% nei margini), mentre il software ha fatto registrare un aumento nei margini operativi al 27,7% dal 19,4 del trimestre precedente.

Meg Whitman e la sfida degli Ultrabook

Alla luce dei risultati, la nuova Ceo Meg Whitman – succeduta a Leo Apoteker – ha rivisto l’outlook per il trimestre corrente al ribasso in un range tra 0,83 e 0,86 dollari per azione (contro la precedente stima a 1,11 dollari), e a 4 dollari per azione l’outlook 2012 (contro i 4,84 dollari stimati in precedenza). Whitman, dopo queste cifre, ha suscitato non pochi dubbi circa la correttezza del suo piano per l’azienda, che prevede di tornare a puntare sull’hardware mentre il suo predecessore si dirigeva più decisamente verso gli investimenti nel software. Unico settore, del resto, ad aver riportato risultati positivi.
Meg Whitman tuttavia è decisa a far fruttare la divisione PC mantenuta in casa, e, oltre a rammodernare la sua tradizionale gamma di laptop Envy e Pavilion, scommette sugli ultrabook, i nuovi prodotti che coniugano la versatilità dei notebook con la leggerezza e la filosofia always-connected dei tablet. Ecco la logica del nuovo HP Folio, del peso di 1,5 kg e spesso 1,7 centimetri, con sistema operativo Windows, processore Intel Core e porta Ethernet che consente la connessione in assenza di Wi-Fi. Una sfida impegnativa, quella di HP, che si trova a fronteggiare sul campo dei portatili i temibili apparecchi della Apple.