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Hera-Enìa-Iride, titoli in Borsa in ordine sparso dopo firma lettera di intenti

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I vertici di Enìa, Hera e Iride hanno sottoscritto ieri, come del resto da attese, la lettera di intenti finalizzata alla realizzazione di un progetto che prevede una completa integrazione industriale e societaria. Le aziende si sono impegnate a definire i contenuti del progetto in termini di profilo competitivo della nuova società, potenziali sinergie, modello organizzativo e concambi. A tal fine è stato costituito uno steering committee, composto dai rispettivi presidenti (Andrea Allodi di Enìa, Tomaso Tommasi di Vignano di Hera e Roberto Bazzano di Iride) e amministratori delegati (Andrea Viero di Enìa, Maurizio Chiarini di Hera e Roberto Garbati di Iride), che coordinerà i lavori, definirà modalità e tempistiche e provvederà, in funzione dello sviluppo del confronto, a sottoporre le proposte ai rispettivi consigli di amministrazione e agli azionisti di riferimento. Enìa, Hera e Iride si sono vincolate reciprocamente a una trattativa in esclusiva e hanno anche firmato un accordo di riservatezza, fatti salvi naturalmente gli annunci o le comunicazioni riguardanti il progetto, nel rispetto delle vigenti normative e del mercato. Con la conclusione del progetto di integrazione societaria potrà nascere un gruppo con oltre 5 miliardi di euro di capitalizzazione, più di 11 mila dipendenti e un bacino di circa 6 milioni di cittadini serviti. A Piazza Affari, intanto, questa mattina le azioni della multiutility bolognese cedono sul terreno lo 0,53% a 2,6975 euro, e quelle della società emiliana scivolano dello 0,28% a 9,64 euro. Per Iride le cose vanno decisamente meglio: le azioni della realtà nata dalla fusione tra Amga Genova e Aem Torino guadagnano lo 0,93% a 2,16 euro.