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Henderson su débâcle listini: “Profit taking, ma attenti alla volatilità per il resto del 2006”

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“I numeri evidenziano una semplice spiegazione per la recente debolezza dei mercati azionari: profit taking”. Così in un report, Tony Dolphin di Henderson Global Investors, chiarisce la propria visione circa le decise flessioni dei listini mondiali nelle ultime sedute. Lo strategist parte dalla constatazione che le maggiori flessioni hanno interessato proprio quelle attività che nei primi quattro mesi dell’anno hanno mostrato le performance migliori, per poi sottolineare come il tasso di crescita da gennaio ad aprile delle quotazioni azionarie su scala mondiale, pari al 20%, sia compatibile solo con l’avvio di una fase bull, fase che invece per i mercati azionari si protrae ormai da 3 anni. E l’inflazione e i tassi d’interesse agitati da molti come lo spauracchio dei listini? “C’è sempre un catalizzatore nei cambi di direzione del mercato – afferma Dolphin – in questo caso sono stati inflazione e tassi. Sarà difficile per l’azionario – prosegue – ignorare l’idea che le banche centrali possano mettere in campo una politica più restrittiva”. Ma vi sarebbero ulteriori elementi d’incertezza costituiti dall’andamento delle commodity e delle valute: “Grossi cambiamenti nei prezzi delle commodity e dei tassi di cambio farebbero apparire il contesto più rischioso e alcuni investitori potrebbero decidere di alleggerire le loro posizioni nelle attività di rischio, comprese le azioni, causando così il loro calo”. L’outlook sul futuro dello strategist di Henderson è così ispirato alla cautela: “Nonostante lo scenario più probabile sia ancora quello di una moderata crescita economica, con inflazione e tassi d’interesse relativamente bassi, il rischio che le cose possano andare diversamente è ora più alto. Ciò rende difficile per l’azionario rimbalzare vigorosamente dalla recente debolezza e apre la possibilità di minori ritorni e di maggiore volatilità per il resto del 2006”.