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Henderson Global: Dolphin, l’outlook economico in balia del greggio-1

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In poco più di un mese, le quotazioni del petrolio hanno subito un ridimensionamento di circa il 20% rispetto ai picchi massimi raggiunti in agosto. Questa caduta è sostenibile? E se è sostenibile, quali sono le implicazioni per l’outlook economico?

Sviluppi recenti del prezzo del petrolio-

Le quotazioni del petrolio hanno subito un ridimensionamento di circa il 20% rispetto ai picchi massimi raggiunti nei primi giorni di agosto ( l’ampiezza della caduta dipende dall’unità di misura scelta). L’8 agosto il Brent ha sfiorato i 79 dollari al barile, ed ora la sua quotazione è inferiore ai 63 Usd, registrando così una caduta di circa il 20%.
La scorsa settimana l’OPEC ha deciso di mantenere inalterate le quote di produzione dei paesi facenti parte del cartello (anche se ha mantenuto aperte le porte a possibili tagli della produzione in caso di ulteriori cadute delle quotazioni). Nell’ipotesi in cui il calo delle quotazioni sia stato causato da un eccesso di offerta, aumenterà la probabilità che si verifichino ulteriori cadute nei prossimi mesi.
E’ probabile che la riduzione delle quotazioni rifletta l’andamento di un range di fattori. L’affievolimento della tensione in Medio Oriente in seguito alla fine della guerra tra Israele e Hezbollah, e la moderazione dei toni nella disputa sulle ambizioni nucleari iraniane, hanno ridotto il risk premium nel mercato. Finora, la stagione degli uragani nel Golfo del Messico non ha intaccato l’attività estrattiva, e, dopo i problemi causati l’anno scorso dal passaggio dell’uragano Katrina, il mercato potrebbe aver inglobato nei prezzi gli effetti imputabili ad uno scenario negativo. Infatti, i prezzi tendono a scendere ogni anno in questo periodo. Il picco della domanda causato dalla cosiddetta ‘driving season’ negli Usa è ormai alle spalle, mentre l’incremento della domanda associato con l’arrivo dell’inverno nell’emisfero settentrionale non si è ancora verificato.

Fondamentalmente, ci sono alcuni segnali di rallentamento della crescita industriale globale. Questi segnali includono anche la possibilità che le autorità cinesi decidano di controllare la corsa dell’economia interna, adottando provvedimenti che rallenterebbero la crescita della domanda di petrolio. La crescita moderata della produzione nei paesi non Opec e l’abbondante offerta garantita dai paesi OPEC, hanno consentito la ricostituzione delle riserve. Secondo alcuni report, le riserve Usa si trovano su livelli superiori del 25% rispetto ai quelli normali.

Impatto economico dell’abbassamento delle quotazioni del petrolio-

I due più importanti effetti dell’abbassamento del prezzo del petrolio, se dura, saranno l’aumento del potere d’acquisto per i paesi non produttori e la moderazione delle aspettative di inflazione. La crescita dei prezzi provoca un trasferimento della capacità di spesa dai paesi importatori ai paesi esportatori di petrolio. Se la crescita è modesta, l’impatto sull’economia mondiale può essere limitato, perché i paesi esportatori non sono meno propensi di quelli importatori a spendere la variazioni marginali intervenuta nei propri introiti. Ma quando i prezzi salgono in modo sensibile in un breve lasso di tempo, i paesi esportatori non dimostrano una propensione a spendere gli extra profitti ottenuti dalla vendita del greggio in tempi brevi. Il risultato netto, conseguentemente, è una riduzione della domanda globale.

Questo è quanto è quasi certamente avvenuto negli ultimi anni (grazie anche ad altri fattori, in primis l’adozione di politiche monetarie espansive che hanno assicurato una forte e duratura crescita globale). Questo significa che la recente caduta del prezzo del petrolio sta ora trasferendo il potere di spesa agli importatori di petrolio ( che sono più propensi a farne uso). L’effetto è presumibilmente positivo per l’economia globale.

E’ facile capire questo effetto dando un’occhiata all’impatto dei bassi prezzi del petrolio sui consumatori Usa. Un effetto diretto del calo delle quotazioni è la riduzione del prezzo del carburante, sceso del 13% dal suo picco massimo, e che potrebbe ridimensionarsi di altri 5-10 punti percentuali nelle prossime settimane. Le famiglie statunitensi spendono circa il 4% del proprio reddito disponibile in carburanti. Se i prezzi scendono del 20%, la quota di reddito destinata a tale voce cala al 3,2%, provocando un aumento dello 0,8% della quota di reddito che può essere destinata all’acquisto di altri beni e servizi. La caduta del prezzo dei carburanti agisce come un taglio delle imposte, aumentando la capacità di spesa e, dunque, supportando la crescita economica. a cura di www.fondionline.it (continua)