Hedge fund: gli investimenti alternativi nel terzo trimestre 2013 fanno segnare nuovi record

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 03/12/2013 - 10:34

Di seguito pubblichiamo un commento sul mondo degli Hedge fund a cura dell'Ufficio Studi di MondoAlternative. Gli esperti analizzano l' andamento degli investimenti alternativi nel terzo trimestre 2013. Nello studio un focus particolare è dedicato all'andamento del mercato italiano.




RECORD DI FLUSSI SULLE STRATEGIE HEDGE

I flussi verso le strategie hedge non si arrestano e nel terzo trimestre 2013 fanno segnare nuovi record: mentre l'industria mondiale degli hedge fund raggiunge i 2.509 miliardi di dollari, grazie a 23,5 miliardi di dollari di raccolta netta dopo i 29,7 miliardi di dollari del primo semestre,principalmente confluiti sui fondi hedge americani, in Europa non si arresta neppure la corsa dei fondi Ucits alternativi (i fondi comuni con passaporto europeo che adottano strategie di gestione di tipo absolute return, tipiche degli hedge fund) che secondo le stime di MondoAlternative, sono riusciti ad attrarre 3,3 miliardi di euro di nuovo denaro nel terzo trimestre del 2013, portando così la raccolta da inizio anno a 16,7 miliardi di euro. Continuano, invece, i deflussi dai fondi di fondi, che anche nel terzo trimestre del 2013 registrano richieste di riscatti per 2,5 miliardi di dollari (12,1 da inizio anno). Il patrimonio totale si attesta a quota 652,2 miliardi di dollari.




ITALIA: I PRIMI SEGNI DI INVERSIONE DI TENDENZA

Diversamente da quanto sta accedendo nel mondo, per la prima volta dal 2007 in Italia l'industria degli hedge, costituita principalmente da fondi di fondi, registra un dato di raccolta positivo. Nel terzo trimestre del 2013, infatti, sono entrati nel settore 27,7 milioni di euro, dato piccolo ma significativo. Gli asset totali ammontano a fine giugno a 4,5 miliardi di euro.




Le Sgr che gestiscono fondi hedge di diritto italiano sono 29 a fine settembre 2013 per un totale di 53 fondi di fondi, 3 fondi di fondi misti e 18 fondi single manager. Le prime Sgr per patrimoni gestiti sono Pioneer I.M. Sgr (622,4 milioni di euro); Hedge Invest Sgr (614,4 milioni di euro); Global Selection Sgr (580,7 milioni di euro). Seguono, al quarto e quinto posto, Tages Capital Sgr (528,6 milioni di euro) e Kairos Partners Sgr (469,6 milioni di euro).




Italia: gli Ucits alternativi

Anche i fondi Ucits alternativi gestiti o in delega di gestione a Sgr italiane, secondo i dati raccolti da MondoAlternative, crescono nel terzo trimestre del 2013 e raggiungono quota 4,1 miliardi di euro, in rialzo di 200 milioni rispetto al dato di fine giugno. Anima Star Europa Alto Potenziale (strategia Long/short equity) è il più grande fondo single manager grazie a un patrimonio di 459 milioni di euro, ed è seguito da Anima Star High Potential Europe con 456,9 milioni di euro (Long/short equity) e da Kairos International Sicav Selection con 317.7 milioni di euro (Long/short equity). Anima Flex 50 è invece il fondo di fondi più grande (378,4 milioni di euro), seguito da Kairos International Sicav Multi Strategy Ucits (171,9 milioni di euro) e Tages Capital Sicav Global Alpha Selection (109,3 milioni di euro).




Il patrimonio totale dei fondi Ucits alternativi gestiti o in delega di gestione a Società di gestione italiane

Anche le case di gestione europee e mondiali stanno puntando molto su questo settore in Italia: secondo i dati di MondoAlternative, infatti, sono 332 i fondi comuni a strategia hedge autorizzati alla distribuzione, e gestiscono 88,2 miliardi di euro. Al 30 settembre, gli asset gestiti dai fondi Ucits alternativi single manager, autorizzati alla distribuzione in Italia, superano gli 85 miliardi di euro: per l'esattezza sono pari a 86,3 miliardi di euro, in rialzo rispetto agli 84,9 miliardi di euro registrati a fine agosto.




Nel dettaglio, la quota maggiore dei patrimoni in gestione è detenuta dai fondi Fixed income che rappresentano il 33,7% (ovvero 29,1 miliardi di euro) del totale degli Aum dei prodotti Ucits autorizzati nella Penisola. Pimco Gis Unconstrained Bond Fund (10,5 miliardi di euro), Jb Absolute Return Bond (7,6 miliardi di euro), Jb Absolute Return Bond Plus (2,6 miliardi di euro) sono i fondi più rappresentativi del comparto.




Gli Ucits Long/short equity, autorizzati alla vendita nel Bel Paese, amministrano, a fine settembre, un patrimonio di 14 miliardi di euro (16,2% è la loro quota di mercato). La graduatoria dei singoli fondi, per massa gestita, è aperta da Schroder Gaia Egerton Equity con 1,1 miliardi di euro. Al secondo posto, Cf Odey Uk Absolute Return Fund amministra 1 miliardo di euro, mentre Marshall Wace Developed Europe Tops Fund occupa la terza posizione con 928 milioni di euro.




A seguire, i gestori Equity market neutral gestiscono 7,4 miliardi di euro (8,6% del totale). La testa della classifica del comparto è dominata da Bsf European Absolute Return (1,6 miliardi di euro), Absolute Insight Equity Market Neutral Fund (1,3 miliardi di euro) e Glg European Equity Alternative (967 milioni di euro).




A fine settembre, i prodotti Multistrategy, autorizzati in Italia, si piazzano in quarta posizione grazie a un patrimonio in gestione pari a 7,1 miliardi di euro (8,2% è la loro quota di mercato). In questo caso, la graduatoria per asset vede al numero uno Standard Life Inv Global Absolute Return Strategies Sicav Fund (5,6 miliardi di euro), seguito da Mlis Aqr Global Relative Value Ucits Fund (342 milioni di euro) e da Parworld Multi Strategy High Vol (275 milioni di euro).




Chiudono il quintetto di testa gli Ucits Global macro, che vantano una massa gestita di 4,9 miliardi di euro a cui corrisponde una market share del 5,6%. Il podio del comparto è composto da Gam Star Global Rates (1,5 miliardi di euro), Zest Global Strategy Fund (509 milioni di euro) e Ac Risk Parity 7 Fund (455 milioni di euro).




Per concludere, il patrimonio controllato dai fondi di fondi Ucits alternativi autorizzati alla distribuzione in Italia, al termine del nono mese del 2013, totalizza 1,9 miliardi di euro. In testa Cs Solutions (Lux) Prima Multi Strategy (644 milioni di euro), Kairos International Sicav Multi Strategy Ucits (172 milioni di euro) e Cs Solutions (Lux) Dow Jones Credit Suisse AllHedge Index (128 milioni di euro).




Gli indici MA-Eurizon e le performance dei fondi hedge italiani

L'Ma-Eurizon FdF Indice Generale, che misura le performance dei fondi di fondi italiani, è cresciuto nei primi nove mesi del 2013 del +4,99%. L'Ma Eurizon FdF Indice Multistrategy sale del 4,51% da gennaio a settembre 2013. Al comando della graduatoria Global Managers Selection Fund A (+11,024%), seguito da Hedge Invest Global Fund Classe I (+9,70%) e da Generali Directional (+8,99%). L'Ma Eurizon FdF Indice Specialist chiude a +7,35%. Prima posizione per Hedge Invest Sector Specialist Classe I (+11,38%), seguito da Tages Equity Hedge (+9,30%) e da Pioneer Momentum Equity Hedge (+7,76%).




Buone anche le performance dei fondi single manager. In particolare, i fondi specializzati nella strategia Long/short equity chiudono i primi nove mesi del 2013 con una crescita del +12,48% secondo l'Ma-Eurizon Single Manager Long Short Equity. Primo posto per Faro che cresce del +27,17%, seguito al secondo posto da 8a+ Matterhorn con +19,39% e al terzo da Finint Equity I con +12,34%.




L'analisi delle performance sull'intero arco di vita dei fondi hedge italiani

Allargando l'orizzonte temporale all'intero periodo di vita dei fondi hedge italiani, si nota come nel lungo periodo i fondi di fondi abbiano retto alle intemperie dei mercati azionari (bolla internet, crisi dei mutui subprime, crisi dei debiti sovrani), portando a casa un rendimento di +24,22% (da gennaio 2002 a settembre 2013) secondo l'Ma-Eurizon FdF Indice Generale (Ew), mentre in Europa l'indice Eurostoxx è cresciuto del 29,26% e in Italia il Ftse Mib è arretrato del 14,77%.




Interessante inoltre constatare che, se nel lungo periodo l'obbligazionario globale ha un rendimento superiore (+38,92% il JP Morgan GBI Global in Euro), nel 2013 i fondi di fondi hedge risultano decorrelati, in quanto crescono a fronte dell'obbligazionario globale in perdita del 5,51%: un dato di buon auspicio nel caso i tassi dovessero proseguire nella risalita iniziata ad aprile di quest'anno.
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