Hedge fund: giugno un mese positivo grazie al rally degli asset

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 15/07/2014 - 17:19




 




Giugno è stato un mese positivo per gli hedge fund grazie
al rally dei prezzi degli asset su azioni, obbligazioni, credito e sulla
maggior parte delle materie prime. I fondi hedge hanno registrato una
performance positiva, con l'indice HFRX Global Hedge Fund che ha guadagnato lo
0,9% a giugno e con ognuna delle quattro principali strategie dei fondi hedge
che ha messo a segno dei guadagni, come misurato dai singoli indici HFRX
strategy in termini di dollari USA.


Secondo Anthony Lawler, gestore di portafoglio di GAM, a
giugno i fondi hedge hanno aumentato i propri livelli d'investimento poiché,
dopo le rotazioni che hanno colpito l'azionario da marzo fino ai primi di
maggio, i mercati hanno visto una normalizzazione. "I fondi hedge generalmente
sono rialzisti su un set di opportunità d'investimento e tale approccio si è riflesso
nei loro incrementi in termini di esposizione lorda, mentre l'esposizione netta
al mercato è rimasta stabile. In alcune aree i titoli azionari e del
credito stanno toccando i massimi di tutti i tempi in termini di prezzi, il che
è visto da molti gestori come il momento opportuno per assumere posizioni sia
corte che lunghe, piuttosto che per rimanere semplicemente lunghi in maniera
direzionale".


"Ci aspettiamo che gli attuali temi d'investimento
continuino anche nella seconda parte dell'anno", ha poi affermato Lawler,
proseguendo: "la nostra view è positiva dato il contesto favorevole di
liquidità a livello globale fornito dalle banche centrali e dai tassi di
crescita ragionevoli".


La ricerca di rendimento da parte degli investitori
continua a spingere le opportunità relative
value e credit, mentre
le strategie basate su eventi rimangono fortemente sostenute dal volume degli
accordi di fusione che stanno arrivando sul mercato e che dovrebbero
continuare.


"All'interno dell'azionario, abbiamo visto gestori aumentare
posizioni su Europa, Giappone e Stati Uniti", ha proseguito la sua analisi Anthony
Lawler, secondo cui "nei mercati macro tradizionali vediamo opportunità frutto
di crescita e di percorsi politici differenti tra i vari Paesi: gli operatori
sono lunghi sulla sterlina e sul dollaro, contro lo yen e l'euro, assumono
posizioni tattiche lunghe sull'azionario europeo e giapponese e hanno idee
precise d'investimento su specifici Paesi dei Mercati Emergenti: sono lunghi,
ad esempio, sui tassi d'interesse brasiliani dove la crescita deludente
potrebbe provocare tagli dei tassi".


Al termine del primo semestre la strategia che ha
registrato la performance migliore è stata quella event-driven, cioè guidata dagli eventi, seguita dal relative value e dalle strategie di
hedge sull'azionario, con una performance da inizio anno rispettivamente del
4,4%, dell'1,6% e dell'1,3%, come misurato dagli indici HFRX strategy in
termini di dollari USA. "A giugno, la strategia global macro è stata positiva, ma rimane comunque quella
maggiormente in ritardo in termini di performance da inizio anno (-0,7%),
poiché i gestori in gran parte hanno aspettato che i propri temi d'investimento
dessero i propri frutti", ha puntualizzato in conclusione del suo intervento Lawler.


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