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Gundlach: quando ricorrere all’analisi tecnica? View su dollaro, Fed, petrolio, bond

In questa situazione l’analisi tecnica funziona il 70% delle volte. Gundlach ricorda che sono 35 anni che investe in via professionale e di aver battuto il mercato il 75-80% delle …

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Quando ricorrere all’analisi tecnica? La risposta arriva da Jeffrey Gundlach, fondatore e responsabile investimenti di DoubleLine Capital.

Gundlach afferma che “l’analisi tecnica a volte funziona, altre volte fallisce”. Di norma, “funziona quando i livelli di supporto e resistenza del mercato sono sincronizzati con i segnali che arrivano dal sentiment”.

“Quando questi fattori si uniscono – dice – l’analisi tecnica funziona il 70% delle volte”.

Il Re dei Bond ricorda che sono 35 anni che investe in via professionale e di aver battuto il mercato il 75-80% delle volte. La metà dei suoi successi si spiega con l’analisi tecnica, l’altra metà con l’analisi fondamentale e la comprensione della psicologia degli investitori e la natura dell’uomo.

Gundlach ha parlato nel corso di una webcast. Affrontati ovviamente anche i temi di investimento: la view è bullish sui prezzi del petrolio . “Prevedo che i prezzi saliranno fino a quota $90”. Il fondatore di DoubleLine ha fatto notare anche che “il dollaro ha segnato un rally” e “che, nonostante questo, il petrolio è ai massimi degli ultimi anni. Ciò dimostra che il petrolio è davvero forte, visto che sale insieme al dollaro”. .

In generale l’investitore è bullish sulle commodities almeno dallo scorso 13 dicembre. Questa asset class, ha detto, è stata “la parte migliore dei mercati”, mentre “i bond sono scesi da allora, e l’azionario, almeno in Usa, si è mosso in modo laterale”.

Riguardo al trend dei metalli, “affinché continuino a salire, è necessario che il dollaro si indebolisca”.

A tal proposito, “non credo che la forza del dollaro continuerà ancora” . Certo, il Dollar Index, a suo avviso, potrebbe salire fino a 95 o anche 98 (dai 94 circa): “Ma questo è il massimo che prevedo, e in realtà non credo che salirà fino a 98”.

Riguardo all’outlook sull’inflazione, Gundlach ritiene che l’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti potrebbe salire fino al 3%, complice l’assist che arriva dai prezzi del petrolio. Ma con un CPI al 3,5%, “la Fed potrebbe decidere di fermarsi.

E’ cruciale inoltre che gli investitori prestino attenzione all’eventualità che si verifichi un fenomeno ben definito, ovvero che i tassi dei Treasuries Usa a 30 anni chiudano per due sessioni consecutive al di sopra della soglia del 3,22%. A quel punto, la Fed potrebbe aver perso, infatti, il controllo. “Sono i bond a lunga scadenza che contano. E questa è l’ultima ragione per cui riteniamo che, se si rimarrà entro la soglia del 3,22%, il mercato toro dei bond potrebbe resistere”.