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Gundlach: attenti ai corporate bond. Il mix esplosivo con debito Usa della prossima recessione

Se i corporate bond dovessero essere colpiti da una carrellata di massicci downgrade, la prossima crisi del debito potrebbe trasformarsi da contenuta a sistemica.

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Corporate bond, ovvero debito emesso dalle aziende: sarà la crisi di questa fetta di mercato, secondo Jeffrey Gundlach, tra le voci finanziarie più ascoltate di tutto il mondo, a caratterizzare la prossima recessione.  La previsione arriva mentre la comunità degli investitori, alle prese con gli scenari peggiori, vive in una situazione che potrebbe essere definita quasi di costante paranoia.

In un’intervista rilasciata a Yahoo Finance,  il fondatore dell’hedge fund DoubleLine Capital punta il dito contro il mercato dei corporate bond, che potrebbe trasformare la prossima recessione in una vera e propria crisi del debito.

Basti pensare, d’altronde, che sul mercato americano ci sono obbligazioni societarie per un valore di $700 miliardi, pronte a scadere solo nel corso del 2019.

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In un contesto in cui le misure straordinarie di politica monetaria espansiva della Fed – riassunte nel Quantitative easing – sono ormai un lontano ricordo, e a fronte di un deficit federale in continua crescita, Gundlach avverte quanto diversi altri esperti tendono a ricordare: che la banca centrale Usa, ormai, dopo averle usate tutte, è a corto di munizioni.

Il punto è che l’eredità di quelle droghe monetarie che hanno sconvolto il sistema finanziario è visibile a tutti: Gundlach cita una ricerca di Morgan Stanley, da cui emerge che, dopo quasi dieci anni dall’epoca dei tassi di interesse a valori rasoterra, le aziende americane hanno continuato ad accollarsi debiti a livelli tali che, se qualsiasi esperto dovesse basare la sua analisi del credito guardando solo ai leverage ratio, allora quasi la metà dei corporate bond a investment grade emessi dalle società diventerebbe subito junk

A quel punto, se i corporate bond dovessero essere colpiti da una carrellata di massicci downgrade, la prossima crisi del debito potrebbe trasformarsi da contenuta a sistemica. Così spiega Gundlach:

“Così come nel 2006, quando l’unica cosa che importava e che era comprensibile era l’arrivo di una crisi del credito, credo che questa volta, quando arriverà la recessione, le uniche  cose che importeranno saranno questo problema presente nel mercato dei corporate bond e la questione del debito federale”.

Gundlach snocciola qualche previsione sui bond – da ricordare che il suo Total Return Fund ha fatto meglio di quasi tutti gli altri fondi, nel 2018 -, rendendo noto che, a suo avviso, i tassi di lungo termine saliranno nel 2019. Tra l’altro, se i tassi a 30 anni dovessero superare la soglia del 3,50%, il passo fino al 4% sarebbe breve. Allo stesso tempo, secondo il guru, anche in caso di rialzo dei tassi di interesse a lungo termine, i tassi a breve potrebbero scendere, nel caso in cui “tornassero a essere manipolati dalla Fed”.