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Guerra di nervi tra Renzi e Padoan anche su catasto. Mentre circolano rumor su Tagliadebito nel Def

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Nuove indiscrezioni sul Def arrivano oggi da un articolo di Milano Finanza nell’articolo “Il Tagliadebito fa capolino nel Def”.

Il quotidiano rivela:

“Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza nel Documento di Economia e Finanza l’operazione, il cui nome in codice è Capricorn, dovrebbe essere appena accennata, nelle sue grandi linee, ma comunque riscontrabile nei numeri, con effetto a partire dal 2018. Per l’anno in corso infatti sarebbe confermato l’obiettivo di privatizzazioni pari allo 0,5% del pil”.  Obiettivo: “una sforbiciata di almeno 10 punti del rapporto debito-pil”. Nel testo del Def ci sarebbe “solo una descrizione generica della manovra, da finalizzare entro l’anno”.

Il prossimo documento relativo al Def, secondo le fonti, “accennerà a un’operazione che prevede il conferimento delle quote del Tesoro in Enel, Eni e Poste Italiane alla Cassa depositi e prestiti e una cessione di azioni di risparmio della Cassa per incassare 30-60 miliardi di euro. 

Il pressing del PD sul ministro dell’economia Pier Carlo Padoan continua, e ora a rischio c’è anche la riforma del catasto. L’ex premier Matteo Renzi e i suoi continuano a sfornare diktat al governo Gentiloni e, oltre a voler bloccare il processo di privatizzazione chiedono anche di frenare su questa riforma, tra l’altro chiesta apertamente da Bruxelles. D’altronde, diverse associazioni fanno notare come la revisione degli estimi catastali potrebbe avere conseguenze molto negative sui cittadini italiani. Si teme che le rendite catastali possano anche raddoppiare, riflettendosi nel calcolo dell’Isee. 

Tra l’altro è stata la stessa Confedilizia a lanciare qualche giorno fa un alert al governo Gentiloni:

“Non è certo questo il momento per iniziare un nuovo percorso, checché ne dica la Commissione europea, che inserisce pigramente il tema catasto nelle sue rituali raccomandazioni copia e incolla, senza avere un minimo contatto con la realtà. Per il settore immobiliare l’urgenza non è la riforma del catasto, ma una decisa riduzione di un carico fiscale che dal 2012 è stato quasi triplicato e che continua a causare danni incalcolabili a tutta l’economia: crollo dei valori, impoverimento, caduta dei consumi, desertificazione commerciale, chiusura di imprese, perdita di posti di lavoro. Dovrebbe essere questa la priorità di un Governo responsabile”.

E Renzi, tutto proiettato a vincere le primarie del Pd e ad allargare il consenso della base elettorale, non vuole certo dare l’ok a una riforma che potrebbe trasformarsi in una batosta fiscale. 

Le tensioni degli ultimi giorni si tradurranno molto probabilmente in uno slittamento del Def, che potrebbe essere varato non più il prossimo 10 aprile, ma nei due giorni successivi, dunque l’11 o il 12 aprile. Il governo avrebbe dunque deciso di prendersi un po’ di tempo in più per varare sia il Def che la manovra da 3,4 miliardi chiesta da Bruxelles.