La guerra di Alitalia da oggi si combatte su due fronti

Inviato da Micaela Osella il Mer, 11/06/2008 - 09:55
Quotazione: ALITALIA

Per una battaglia che forse si conclude oggi a Roma, si apre una guerra a Bruxelles. E' atteso in giornata l'ok alla Camera sul decreto legge che autorizza il prestito ponte da 300 milioni all'Alitalia. Si tratta di un via libera sofferto che arriva con la votazione finale del provvedimento dopo giorni di intensa battaglia a causa dell'ostruzionismo del partito l'Italia dei Valori.

E se al primo giro di boa i 300 milioni riusciranno a raggiungere il destinatario, molto probabilmente i falchi della Commissione europea emetteranno un verdetto diametralmente opposto. Salvo colpi di scena, infatti Bruxelles aprirà l'inchiesta formale sul provvedimento voluto dal governo italiano. L'affaire Alitalia è all'ordine del giorno della riunione dei commissari come "Punto A".

Il sospetto è che il finanziamento concesso - originariamente come prestito ponte, poi trasformato in patrimonio netto dalla compagnia della Magliana - possa venire considerato come un aiuto di Stato illegale. A quel punto Roma avrà un mese di tempo per replicare alle contestazioni della Commissione e avanzare le sue prime osservazioni ai dubbi.  

Ma i tempi lunghi della procedura lasciano immaginare che il rilancio di Alitalia troverà una soluzione prima dell'ultima parola di Bruxelles. L'ipotesi più plausibile è che il super consulente assoldato dal premier Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli, riesca nel frattempo a concretizzare i suoi sforzi, mettendo in piedi una cordata tricolore per far ripartire il riscatto della compagnia.

Questo mentre l'advisor Intesa SanPaolo sta già lavorando a pieno ritmo: l'istituto proprio in questi giorni ha verificato la disponibilità di assoldare un partner internazionale come Air France o Lufthansa a far parte del progetto di rilancio della Magliana. Negli ambienti finanziari sembra però che i primi contatti non abbiano sortito l'effetto sperato. Tanto che la super banca di Giovanni Bazoli e Corrado Passera non abbia escluso la strada del commissariamento per Alitalia.

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