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Guerra delle valute: le schermaglie ripartono dal Pacifico, verso nuovi cali per kiwi e aussie (analisti)

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La guerra delle valute torna a rendersi esplicita in scia all’ultima mossa della Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) che ha pubblicato uno statement dal titolo “Why the NZD exchange rate in unjustified and unsostainable” (“Perché il tasso di cambio del dollaro neozelandese è ingiustificato ed insostenibile”) spiegando come il valore di sopravvalutazione della divisa locale sia preoccupante e come il tasso di cambio reale non abbia seguito gli sviluppi economici mondiali. Secondo il primo ministro neozelandese il cambio nzd/usd dovrebbe aggirarsi intorno agli 0,6500 dollari per dollaro neozelandese.
“Se a questo aggiungiamo la vicina Australia, che ripete nei propri statement come il valore della divisa della Terra dei canguri sia eccessivamente alto per poter garantire una crescita economica adeguata e includiamo la considerazione che stiamo parlando degli unici due carry trade possibili tra le major (valute principali) – rimarca Matteo Paganini, chief analyst di Fxcm – comprendiamo come le discese cui abbiamo assistito potrebbero non essere terminate”.
Guardando all’euro, nel caso in cui Draghi dovesse decidere di implementare un QE europeo, la divisa unica europea “entrerebbe di diritto all’interno delle svalutazioni ricercate. Gli americani riusciranno a sostenere ancora per molto questo rafforzamento globale del dollaro?”, conclude Paganini.

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